Rame rubato ovunque: in cantieri, case, edifici pubblici, e una base logistica per nascondere e lavorare la refurtiva. E ancora, un orologio e materiale per allacciarsi illegalmente alla rete elettrica. È il risultato del controllo effettuato dalla polizia di Padova ieri mattina all’alba nei campi nomadi di via Ca’ Manzoni, via Guizza, via Mortise e in via Madonnina.
La refurtiva e la base logistica
I poliziotti hanno circondato il perimetro dei campi e svolto accertamenti su persone e mezzi, con due perquisizioni in materia di stupefacenti. Terminata l’operazione, la polizia ha sequestrato refurtiva di valore, e ha individuato nell’area di via guizza una base logistica per lo stoccaggio e la lavorazione di rame, proveniente da cantieri, abitazioni in costruzione e da edifici e infrastrutture di trasporto pubblico.
La base era anche attrezzata con uno «spelafili», insieme a un macchinario elettronico per ripulire i cavi e purificare il rame. In tutto sono state sequestrate decine di matasse di rame per un peso totale di alcuni quintali, del valore di svariate migliaia di euro, materiale sul quale sono in corso verifiche al fine di accertarne la provenienza.
Identificazioni e ricettazione
Nel corso dell’operazione sono state identificate 83 persone, di cui 15 minori, la maggior parte delle quali con precedenti: furti, rapine, estorsioni, armi, rissa, ricettazione, danneggiamento, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed altri reati. Un 43enne del campo nomadi di via Ca’ Magni è stato inoltre indagato per ricettazione: l’uomo è stato trovato in possesso di un orologio Rolex modello «Air King» del valore di oltre 8mila euro, che la polizia ha giudicato come probabilmente proveniente da un furto.
Materiale elettrico e allacci abusivi
Nei campidi via Mortise e via Madonnina sono state fatte intervenire anche due squadre dell’Enel, a causa della presenza di materiale elettrico, probabilmente utilizzato in precedenza per allacciarsi abusivamente alla rete.
Nel blitz sono stati impegnati un centinaio di poliziotti della questura di Padova, uffici della squadra mobile, immigrazione, divisione polizia anticrimine, con il supporto operativo del reparto prevenzione crimine Veneto, della sezione polizia stradale, del secondo reparto mobile di Padova, del gabinetto interregionale di polizia scientifica, dell’unità cinofila della polizia di Stato, e con l’elicottero del decimo reparto volo di Venezia, che ha sorvolato le aree oggetto di controllo.
Terrorismo da sciacallaggio
Al pari degli attentati anarchici mirati al sabotaggio del sistema ferroviario nazionale, il furto di materiale elettrico contenente rame è terrorismo, perché colpisce l’Italia intera, rallentando o fermando servizi essenziali, causando danni e mettendo in pericolo non solo la vita di chi compie questi furti, ma anche di chi deve fare affidamento su elementi elettronici malfunzionanti.
(Fonte: IlGazzettino)

