Guerra con l’Iran, condizioni precarie a bordo della portaerei USS Lincoln

Docce piene di muffa, carenza di cibo, dentifricio, deodorante e sapone. I familiari degli oltre 5.000 marinai bordo della USS Abraham Lincoln hanno lanciato l’allarme per i loro cari a bordo della portaerei in mare da nove mesi, di cui cinque in guerra contro l’Iran.

Le famiglie hanno parlato con la tv Ms Now denunciando le condizioni a bordo della nave e descrivendo un equipaggio sotto forte pressione.

Hanno aggiunto i genitori dei marinai, non vi è alcuna indicazione su quando i loro cari faranno ritorno a casa poiché la missione standard di sette mesi è stata prorogata per la seconda volta. La maggior parte di loro svolge turni estenuanti e pochi riescono ad ottenere un giorno di riposo. È un ambiente frenetico, congestionato ed estremamente rumoroso, dove l’incessante rombo dei motori può causare danni all’udito.

Inoltre, soprattutto sul ponte di volo, si lavora in un modo fisicamente logorante e si svolge in condizioni meteorologiche avverse, tra vento, pioggia, caldo e freddo. L’equipaggio della Lincoln ha trascorso appena due giorni a terra da quando la nave ha lasciato la base di San Diego a novembre. Dopo una breve sosta a Guam a dicembre, l’unità non ha più toccato terra fino al 7 luglio, quando ha fatto una rapida tappa in Oman al termine di 208 giorni consecutivi di navigazione: un record per una portaerei della marina Usa.

Giornate lavorative prolungate e con poche pause possono causare incidenti, ha attaccato Brett Snow, un veterano della Us Navy il cui figlio è in servizio sulla Lincoln. Anche quando una portaerei opera in tempo di pace, rimane un luogo di lavoro estremamente pericoloso, ha osservato Snow: «È già di per sé il posto più pericoloso al mondo e, in più, si lavora a ritmi massacranti, giorno dopo giorno, senza soste», ha detto, «È un ambiente in cui il rischio di incidenti è elevatissimo».

I ritmi serrati stanno anche minando il morale dell’equipaggio, secondo quanto riferito da diversi familiari. «Lo psicologo di bordo» ha denunciato Bonnie York, che ha un figlio sulla portaerei, «ha detto che devono fare scalo al più presto, altrimenti la gente inizierà a perdere la testa».

Trump ride ma non ha minimamente idea di cosa comporti una guerra prolungata per chi deve stare sempre in allerta in una zona del mondo ostile.

(Fonte: IlMattino)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.