4 i matrimoni e tanti amori folli: da Roger Vadim (che conobbe a soli 15 anni) a Sachs (che fece lanciare 10mila rose da un aereo privato). Mito immor(t)ale di bellezza, paladina degli animali, fu l’incarnazione della rivoluzione sessuale al cinema.
“E Dio creò la donna” ( titolo del film che la lanciò) pensando a Brigitte Bardot. Sex symbol per eccellenza, icona della moda, paladina della fierezza femminile e della libertà sessuale, nonché convinta animalista. Una carriera cinematografica durata una quindicina d’anni, tra la fine dei cinquanta e le metà dei settanta. Non solo attrice BB, ma anche cantante e modella, ma soprattutto importante, accesa, combattiva attivista per i diritti degli animali, nonché fondatrice e presidente di una fondazione animalista che porta il suo nome. Figlia di un ricco industriale parigino, ricevette un’educazione borghese molto severa. Appassionata di danza, entrò al Conservatorio di Parigi nel 1949 e a quindici anni divenne la mascotte della rivista di moda e stile “Elle”(Lei).
La carriera
E’ nel 1956, grazie al film del neo-marito Vadim (dal quale si separerà nel ’57), “E Dio creò la donna”, ad entrare nella leggenda del cinema diventando icona di bellezza. Carrellata di esibizione di un corpo perfetto iniziata sempre a Cannes nel 1953 quando sulla spiaggia davanti al Palais si fece fotografare in bikini provocando sogni libidinosi e passioni onaniste. Il film fu un caso di scandalo che scosse censura e benpensanti (anche se in realtà nel film non c’è nulla di così scandaloso). Semmai BB incontra sul set Jean Louis Trintignant, presto e rapido amante clandestino, ed eleverà una non ancora mitizzata Saint-Tropez, dove il film viene girato, sua dimora duratura – La Madrague – quando arriverà il momento di un anticipatissimo ritiro (1974).
Nel 1958, Brigitte Bardot diviene addirittura l’attrice più pagata del cinema francese (vent’anni più tardi verrà superata dalla connazionale Juliette Binoche ), interpretando, anche solo nei successivi dodici mesi quattro film: En cas de malheur (dove recita con Jean Gabin), Les Bijoutiers du clair de lune, Une Parisienne e La Femme et le Pantin. Il ’59 è l’anno di Babette va alla guerra (sul set conosce e si fidanza con l’attore Jacques Charrier) e di La verità di Clouzot dove interpreta un ruolo che la farà soffrire: quello di una donna che viene accusata dell’omicidio del marito, ma che i paesani giudicano come una mangiatrice di uomini e poco di buono.
L’impegno civile e animalista
La prima battaglia è il tentativo di promuovere un’arma che uccida in modo indolore le bestie nei macelli; a questa iniziativa ne seguiranno decine di altre.
Nel 1978 Bardot pubblica un libro illustrato per bambini – “Noonoah, la piccola foca bianca” – che racconta la storia di un cucciolo di foca salvato dai cacciatori da un Inuit. Nel 1982 musica e impegno animalista si uniscono quando BB torna in studio di registrazione per un’ultima canzone, in omaggio agli animali: Toutes les bêtes sont à aimer.

La Fondazione Brigitte Bardot per aiutare le cause animali è del 1986, mentre nel 2001 la PETA le conferirà il Peta Humanitarian Award. Le opinioni di BB influenzano i parlamentari francesi, tanto che nel 2003 e nel 2006, a seguito di quello che oggi definiremmo una pressante attività di lobbying, la Francia vieta l’importazione e poi il commercio di pelli di cane e gatto. Gaullista della prima ora, Bardot si è sempre schierata a destra. È stata condannata cinque volte per incitamento all’odio razziale per le sue critiche all’immigrazione, alla macellazione rituale degli animali, ad alcuni aspetti dell’omosessualità e all’”invasione islamica” della Francia. Sposata nel 1993 con Bernard d’Ormale, consigliere di Jean-Marie Le Pen, BB nel 1997 ha sostenuto Catherine Mégret, la candidata del Front National, mentre dal 2012 in avanti si è schierata a favore della candidatura alla presidenza della repubblica di Marine Le Pen, definita più volte la Giovanna d’Arco dell’oggi.
Grazie di essere esistita, grazie di averci deliziato, turbato, fatto innamorare, scuotendo le coscienze, facendoci riflettere sulla vita.
Addio, BB.
(Fonti: IlMessaggero, IlFattoQuotidiano)

