La provincia italiana a maggior rischio corruttivo è Enna, seguita da Crotone, Palermo, Caltanissetta, Agrigento, Reggio Calabria, Catania, Caserta, Napoli e Siracusa. Milano guida invece la classifica delle province virtuose (seguita da Bologna, Modena, Ancona, Belluno, Trento, Parma, Monza-Brianza, Lecco e Padova) dove la probabilità per le imprese e per gli operatori del settore di incorrere in fenomeni di corruzione è più bassa.

A provare a misurare per la prima volta il rischio corruttivo lungo lo Stivale è stata l’Anac che ha messo insieme quattro parametri (livelli di istruzione, benessere economico, capitale sociale e criminalità su base provinciale) per partorire un valore (chiamato Indice composito di contesto) che prova a quantificare in modo oggettivo la situazione in ciascun territorio, abbandonando la logica della percezione soggettiva della corruzione che ha da sempre caratterizzato le tradizionali classifiche in materia.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *