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Il Covid uccide anche le imprese. E a Roma si pensa alle poltrone

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Una veduta di Palazzo Chigi, durante il Consiglio dei ministri, Roma, 15 dicembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Redazione, 17 dicembre 2020 – Il Covid uccide, e non solo le persone, anche le aziende.

E’ quanto emerge dal nuovo bollettino Istat, con il report sulle imprese di fronte al Covid-19, che parla chiaro: la situazione del nostro Paese è drammatica.

Secondo l’Istat, che per questo report ha intervistato oltre un milione di imprese tra ottobre e novembre con riferimento temporale al periodo giugno-ottobre, 73mila imprese sono state chiuse, 17mila non riapriranno e durante la pandemia si è registrata una riduzione delle attività per due terzi delle aziende.

Le attività sportive e di intrattenimento sono quelle più devastate dall’emergenza sanitaria, seguite dai servizi alberghieri.

Il Mezzogiorno, in tutto questo, è quello maggiormente a rischio.

Dal report, infatti, emergono altri dati disarmanti: il 68,9% delle imprese è in piena attività nonostante l’emergenza sanitaria da Covid; il 23,9% delle imprese è parzialmente aperta e svolge la propria attività in condizioni limitate per spazi, orari e accesso della clientela; il 7,2% è chiusa; circa 73 mila imprese (il 4% dell’intera occupazione) hanno dichiarato di essere chiuse.

Ma è solo l’inizio.

Fra soli 14 giorni ripartirà pure la Riscossione. Gli imprenditori dovranno affrontare delle difficoltà mai viste prima.

La situazione è davvero critica per gli imprenditori e le partite iva.

Ma questo non interessa a chi ci governa. Nei Palazzi Romani il problema è quello delle poltrone da spartirsi, degli incarichi agli amici degli amici … Le tasse, il lavoro, la burocrazia, non è un loro problema, tanto lo stipendio per loro arriva puntuale ogni fine del mese.

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