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Coronavirus: Festa della Liberazione? Liberateci dalla oppressione fiscale. C’è il rischio che le partite iva scenderanno in piazza.

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“Oggi si celebra la Festa della Liberazione? Liberateci dalla oppressione fiscale, noi partite iva siamo più in guerra di prima. Se non ci riuscirà il Covid 19 sarà la crisi economica a ucciderci”.

 E’ questo l’appello del commercialista sannita Alessandro Fucci, presidente dell’associazione AsLIm Italy (Associazione Liberi Imprenditori Italiani), che ha rivolto “al Governo che ignora la categoria delle imprese, vero motore del sistema Italia”.

L’associazione, con sede a Limatola (Benevento), nel giro di un mese ha ottenuto l’adesione di circa mille imprenditori da ogni parte d’Italia, dal Veneto alla Sicilia.

“Un numero – continua Fucci – destinato a crescere poiché nel tessuto produttivo italiano, specie al Sud, c’è grosso scontento soprattutto per i provvedimenti (?) che il Governo nazionale sta adottando per fronteggiare l’emergenza”.

“Da anni ormai – aggiunge poi Flavia Fontana, referente in Sicilia dell’AsLIm – si respirava un’aria plumbea tra le aziende e le attività di tutta Italia a causa della crisi e delle ingenti tasse che appesantivano le giornate di lavoro di molti imprenditori e commercianti. Oggi ancor di più grigi i fatturati di piccole e medie imprese che a causa del coronavirus non sono riuscite a reggere il duro colpo inflitto dapprima dalla pandemia e poi dai mancati aiuti da parte dello Stato. Molti imprenditori si vedono costretti a tenere ancora chiusa la propria azienda così come molti commercianti la propria attività. Uscire da questa guerra batteriologica non è semplice, in quanto colpisce fortemente l’economia di tutta l’Italia. Il Governo fino ad oggi non è riuscito a prendere soluzioni concrete e serie e la situazione precipita ulteriormente dovendo ancora tenere tutto in stand-by. Il mondo imprenditoriale è stato lasciato solo, abbandonato a se stesso, quelle partite iva che hanno da sempre riempito le casse dello Stato, si vedono d’emblè dimenticate proprio da chi doveva sostenerle nel migliore dei modi. Lo Stato – continua Fontana – deve essere vicino e risolvere quanto più possibile le varie problematiche che accomunano tutti i possessori di partita iva, attraverso, ad esempio, il condono fiscale e l’abbassamento delle tasse”.

“Rifiuto – continua Fontana – l’idea di un governo che non tutela il motore economico di un Paese, di chi non offre garanzie lasciando un Paese, come l’Italia, in balia di se stesso e per di più riducendolo a un Paese senza vita. L’economia ormai è ferma e la ripresa sarà molto lenta. E’ superfluo dire che alcuni settori come, ad esempio, quello dello spettacolo o di altri meno indispensabili per i cittadini, in questo periodo, saranno fortemente danneggiati. In che modo lo stato sosterrà queste categorie? In che modo il governo vorrà portare avanti l’economia italiana già ferma da circa due mesi ? Ci sarà uno spiraglio per tutti i possessori di partita iva? Per uscire da questo ciclone che ha distrutto e annientato l’economia italiana, ci vorrebbero degli ausili poderosi e immediati. C’è un’ingente possibilità che alcune imprese non potranno riaprire, altre che saranno ancora più indebitate e alcune che a stenti andranno avanti con dei macigni sulle spalle, temendo anche per il lavoro dei propri dipendenti”.

La responsabile Flavia Fontana, nel suggerire al Premier Conte di dare un taglio agli stipendi della casta dei politici, conclude dicendo: “Bisogna mettere un punto a una situazione che non può essere più  sorretta. L’Italia non poteva già da prima sostenere questi costi, figuriamoci adesso. Se non si dovesse adottare una formula concreta,  sicuramente il popolo scenderà in piazza per rivendicare i propri diritti”.

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dott. Alessandro Fucci

cell. 331 8265363

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