Torna Beppe Severgnini con “Brontolo e la magnolia. L’arte di sopravvivere poeticamente”

Visto che l’autore sta facendo il giro di tutti i canali televisivi per promuovere la sua ultima opera, ho deciso di parlarne, anche perché Severgnini è non solo un giornalista, ma anche un ottimo scrittore con un occhio attento sulla società italiana (e su quella americana, dove è stato corrispondente).

Anni fa ho letto Italiani con valigia (1993) e trovo Severgnini davvero spassoso e interessante.

Il nano Brontolo

«Il nanetto sta sotto la magnolia e osserva l’andirivieni di famigliari, parenti, ospiti. Non ho idea di come sia finito lì. Non l’ho rapito in qualche giardino, e non ricordo di averlo acquistato. È comparso dal nulla. Credo sia Brontolo, ma non sono sicuro. Una trentina d’inverni hanno provveduto a cambiargli i connotati. Accade anche a noi, ma occorre qualche anno di più.»
Una vecchia casa, una pianta secolare, una bambina di quattro anni che discute col nonno usando il congiuntivo. Dopo Socrate, Agata e il futuro – #1 bestseller nel 2025 – Beppe Severgnini sceglie un luogo del cuore per affrontare la questione che sta al centro di ogni questione: il tempo che passa. E ci offre una dozzina di suggerimenti, illuminati dai versi di cinquanta poeti italiani dell’ultimo secolo.
Pranzare all’aperto e dare un nome agli alberi. Riconoscere almeno dodici canti di uccelli. Aprire un libro e scriverci la data. Compilare elenchi e aggiornarli. Non mettere sempre tutto in ordine. Concedersi piccoli piaceri e indignarsi quando serve. Tornare in certi posti (non in tutti). Brindare agli amici assenti. E, ovviamente, rispettare i Pokémon e le Winx. Nessun imperativo, niente esortativi, solo verbi all’infinito: un vocabolo caro alla poesia.
«Il poeta è un diagnostico», sosteneva Mario Luzi. «Uno che, con lo sguardo improvviso, può cogliere la sostanza dubbia che sfugge agli altri.» Non sempre, però, ce ne ricordiamo. Finché la poesia non ci sorprende: nelle parole di una canzone, in un ricordo di scuola, nella risposta perfetta di un amico. In un libro come questo.
Brontolo e la magnolia non offre consigli, ma suggerisce un atteggiamento: verso il tempo, gli altri, le case e le cose. Sentimento, curiosità, ironia: sopravvivere poeticamente si può, basta volerlo.

E il sottoscritto aggiunge: stramaledettamente vero.

 

 

(Fonte: Amazon.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.