I Carabinieri della Stazione di Esperia, nell’ambito delle attività di contrasto ai reati di genere coordinate
dalla Procura della Repubblica di Cassino, hanno posto fine a un grave e reiterato quadro di violenza dome-
stica a Vallemaio, procedendo all’arresto in flagranza di reato di un trentasettenne del posto. L’uomo, già
noto alle Forze dell’Ordine, è accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie convivente.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino accogliendo le richieste della procura
della Repubblica ha convalidato l’arresto e applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare
del divieto di avvicinamento, rafforzata dall’applicazione del braccialetto elettronico.
L’intervento risolutivo è avvenuto nella tarda serata del 24 ottobre 2026, protrattosi fino alle prime ore del
25 ottobre. I militari sono accorsi presso un bar del paese, dove la vittima si era barricata insieme ai suoi
quattro figli minori. La donna aveva cercato rifugio nel locale pubblico, come già accaduto in altre occasioni,
terrorizzata all’idea di rientrare in casa e subire nuove violenze da parte del marito.
Nemmeno l’arrivo delle divise è riuscito a placare l’ira dell’indagato. Pur essendo stato più volte ammonito
dai militari, l’uomo ha continuato a inveire contro la coniuge con feroce aggressività, arrivando a proferire
esplicite e reiterate minacce di morte e di gravissima violenza fisica in loro presenza.
Le indagini, costantemente dirette dalla Procura di Cassino, hanno delineato un drammatico vissuto di ves-
sazioni: i maltrattamenti, intensificatisi a partire dal mese di settembre 2026 dopo la ripresa della convi-
venza, si verificavano con frequenza quasi quotidiana, spesso aggravati dallo stato di alterazione alcolica
dell’uomo. Il quadro è reso ancora più allarmante dalla recidiva: il trentasettenne era già imputato in un altro
procedimento per le medesime condotte ai danni della stessa vittima, motivo per il quale era stato già arre-
stato nel febbraio del 2026 e sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, poi revocata a
giugno.
Valutata l’evidente incapacità dell’indagato di contenere i propri istinti violenti, il G.I.P. ha sancito il divieto
assoluto di avvicinamento a meno di un chilometro dalla donna, che attualmente ha trovato una nuova si-
stemazione a Pignataro Interamna, e dai luoghi in cui svolge attività lavorativa o di studio. All’uomo è stato
inoltre inibito ogni tipo di contatto o comunicazione, anche telematica, con la vittima. Il rispetto di tali
stringenti prescrizioni sarà monitorato costantemente tramite il braccialetto elettronico, con la precisa av-
vertenza che un eventuale diniego all’installazione del dispositivo farebbe scattare l’immediato trasferimento
in carcere.
L’odierno risultato testimonia il costante e sinergico impegno della Procura della Repubblica di Cassino e
dell’Arma dei Carabinieri nella quotidiana battaglia contro la violenza di genere, ribadendo ancora una volta
l’importanza per le vittime di denunciare tempestivamente ogni forma di abuso, passo fondamentale per
attivare le reti di protezione.

