Il titolare di una ditta edile, Bashkim Rushani, 61 anni, di origini albanesi e residente a Casarano, in provincia di Lecce, è morto questa mattina dopo essere stato travolto da un cancello scorrevole. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. È accaduto nella cittadina del Sud Salento.

L’uomo stava lavorando «al rifacimento di alcuni pilastri», spiega il segretario generale della Cgil di Lecce, Tommaso Moscara. «Il mondo del lavoro salentino piange la nona vittima nel 2026», aggiunge. «Esprimiamo vicinanza ai familiari, ai collaboratori ed agli amici di Bashkim e sgomento per l’ennesima morte che siamo costretti a registrare sul nostro territorio. Siamo di fronte ad un’emergenza quotidiana: negli ultimi giorni solo il caso ha evitato conseguenze fatali in altri gravi infortuni accaduti a Maglie, Porto Cesareo e Galatone».

Un’emergenza, quella degli infortuni sul lavoro confermata dai dati che l’Inail ha pubblicato ieri: ben 3.589 infortuni denunciati in provincia di Lecce nei primi 9 mesi del 2026, ossia una media di quasi 14 denunce al giorno. Al 30 settembre gli infortuni mortali sono stati 8, a cui purtroppo si aggiunge la tragedia di oggi. Il bilancio è tragico: negli ultimi 10 anni nel Salento sono caduti 149 lavoratori (818 in Puglia), che diventano 252 considerando i dati a partire dal 2010 (1.450 in Puglia).
«C’è un grande lavoro da fare dal punto di vista culturale e sociale», sottolinea Moscara. «Occorre che le norme di sicurezza e la tutela della salute diventino bagaglio di responsabilità e competenza di ogni azienda, di ciascun lavoratore, perché morire di lavoro è inaccettabile», sostiene il sindacalista. «I numeri sono impressionanti. Occorre che tutto il sistema socio-economico e istituzionale si faccia carico di questo fenomeno assurdo. Un incidente sul lavoro avviene sempre per una serie di concause culturali, strumentali, contrattuali: occorre agire con azioni di prevenzione e formazione, ma anche con leggi più attente e controlli più stringenti».

Un operaio di 34 anni ha perso la vita stamane alla Fincantieri di Marghera (Venezia) mentre era al lavoro all’interno di una nave in costruzione. L’uomo sarebbe stato colto da un malore provocato da una sostanza che lo avrebbe intossicato. Colto dallo stesso malessere e aiutato immediatamente dal Suem 118 anche un soccorritore della Fincantieri che era corso in suo aiuto. Sul posto, oltre al Suem 118, anche il nucleo Nbcr dei vigili del fuoco e gli ispettori Spisal dell’azienda sanitaria veneziana per accertare cause e modalità del decesso. A scopo precauzionale, l’area è stata sgomberata. I rilievi ambientali sulla qualità dell’aria sono in corso.
Incidente mortale sul lavoro questa mattina a San Leucio del Sannio, in provincia di Benevento. L’incidente è avvenuto in località Casale Maccabei, in un’azienda di lavorazione inerti. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente e l’identità della vittima. Sul luogo sono intervenuti i sanitari del 118 e i Carabinieri, che hanno avviato le indagini sull’accaduto.
Un operaio di 54 anni dell’Iren è morto questa mattina a San Nicolò, in provincia di Piacenza. L’uomo – residente a Vigolzone – stava ispezionando una botola in strada quando è stato investito da un’auto. Per la vittima non c’è stato nulla da fare. Sul posto i carabinieri della compagnia di Piacenza.
Troppe, troppe vittime. Si lavora per vivere, non si deve morire per lavorare.
E’ ingiusto, è anacronistico per una data, il 2026, che dovrebbe essere futuro e sicurezza sul posto di lavoro.
(Fonte: IlSole24Ore)

