Aleksandar Vucic ha dichiarato, in diretta tv su Rts, che il suo partito Serbia Unita “ha perso le elezioni”. La sua Serbia Unita avrà fra 100 e 105 seggi mentre gli Studenti 130. Scene di gioia in strada.
Queste elezioni legislative, monitorate dall’OSCE, sono state le più incerte e ad alto rischio degli ultimi 14 anni, con il Partito progressista serbo (Sns), al governo, che si è trovato ad affrontare la sfida emersa da due anni di proteste del movimento studentesco. Dal 2012, Aleksandar Vucic e il suo Sns – movimento populista di destra – hanno dominato il panorama politico ed elettorale.
Alle urne 6,4 milioni di elettori che hanno potuto scegliere tra 18 diverse liste elettorali.
L’affluenza è stata altissima: alle 14 aveva toccato il 46,3%, contro il 32,38% delle precedenti elezioni. L’afflusso di votanti alle 17 superava il 60% (60,9%), secondo l’istituto demoscopico CeSid/Ipsos. Il dato segna il superamento di ogni record a seggi chiusi, considerando che nelle elezioni del 2023 l’affluenza totale fu del 58% .
La novità del movimento studentesco ha ridisegnato il panorama dell’opposizione e mobilitato sostenitori ben oltre i partiti tradizionali, determinando quello che gli analisti avevano subito definito “un esito incerto” dell’appuntamento elettorale.
Tutto è iniziato dal crollo di una pensilina due anni fa

Il movimento è nato in seguito alla morte di 16 persone, causata dal crollo di una pensilina in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, che era stata appena ristrutturata, nel novembre 2024. La tragedia ha dato il via ad alcune delle più imponenti manifestazioni nel Paese dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000, trasformandosi in una sfida politica contro l’allora presidente Vucic e l’Sns.
La maggior parte dei 250 candidati della Lista Studentesca non ha mai ricoperto cariche pubbliche. Molti provengono dal mondo accademico o da ambiti professionali, anziché dalla politica di partito. Il movimento è sostanzialmente privo di un leader unico: i candidati vengono selezionati attraverso votazioni che si tengono nelle assemblee delle diverse facoltà universitarie. Vucic, al contrario, ha concentrato il potere nelle proprie mani, costruendosi l’immagine di uno statista indispensabile e muovendosi con estrema cautela sul piano diplomatico, in equilibrio tra l’Unione europea e la Russia. Dimessosi a settembre per candidarsi alla carica di primo ministro, Vucic ha più volte definito il movimento un tentativo di colpo di Stato sostenuto dall’estero, accusa ripresa ampiamente dai media che lo sostengono.

Il politologo Dusan Vucicevic prevede comunque che gli studenti otterranno oltre il 40% dei voti: un risultato nettamente superiore a quello ottenuto in passato dalla maggior parte dei gruppi di opposizione. Secondo l’esperto, il loro successo deriva dal posizionamento al centro dello spettro politico, evitando in gran parte questioni di politica estera potenzialmente divisive, come i rapporti con la Russia. Il movimento ha promesso misure che spaziano dal miglioramento dell’assistenza sanitaria a soluzioni abitative più accessibili, ma il suo tema centrale resta la lotta alla corruzione.
In Serbia gli aventi diritto al voto sono 6.451.292; le operazioni di voto si sono svolte in 8.392 seggi nel Paese e in 93 seggi all’estero, con 18 liste elettorali in lizza per i 250 seggi del Parlamento.
Complessivamente, 102.147 cittadini serbi si sono registrati per votare in 37 Paesi.
(Fonte: IlMessaggero)

