Giulio Regeni, 10 anni dall’omicidio. La madre: «Chi ha un biglietto per l’Egitto spero lo stracci»

Nonostante il male che abbiamo conosciuto, vogliamo, dobbiamo restare umani. Essere cittadini è un’assunzione di responsabilità. Giulio ci manca, da inimmaginabili e lunghi dieci anni. Ma ci sono tantissime persone che lo ricordano con affetto insieme a noi. Persone che ricordano non solo il male che gli è stato fatto, ma tutto il ‘bene’ che rappresenta e che ha saputo costruire intorno a sé. Come diciamo spesso, Giulio fa cose. Anzi, continua da dieci anni a fare cose”. Così in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’, Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio ritrovato morto sul ciglio di una strada non lontana dalla capitale egiziana.

«Io spero che tutte le persone che hanno in tasca o che hanno già prenotato un viaggio in Egitto, turistico e non, anche per un incontro bilaterale, per un incontro culturale, prendano il biglietto e lo straccino». Lo ha detto la madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, dal palco dell’evento «Parole, immagini e musica per Giulio», a Fiumicello (Udine), a 10 anni dal rapimento del giovane ricercatore in Egitto.

La madre ha fatto riferimento al messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «che ringrazio per la lettera veramente graditissima». E ha aggiunto: «In questi 10 anni sono arrivata a questa sintesi: non ci può essere cultura se dentro alla cultura non si porta avanti il rispetto dei diritti umani. Quindi qualsiasi evento che viene chiamato culturale e che non porta dentro i diritti umani non è cultura». E ancora riferendosi al Governo dei giovani di Fiumicello, attività di cittadinanza attiva, questo «è l’unico governo che ritengo un vero governo, da sempre».

Nella manifestazione è stato proiettato il documentario ‘Giulio Regeni. Tutto il male del mondo’, di Simone Manetti: «È vero che lo vogliono già le scuole, le università, tutti i cinema – ha spiegato Deffendi – però abbiamo tante richieste dall’estero, pensate anche da Cambridge e da Londra», quindi «vi chiedo per cortesia di fare o sottotitoli o tradurlo in inglese, perché tutti devono sapere cosa succede, altrimenti è come quando si va alle assemblee, di solito vanno solo i genitori di quelli che già seguono i figli e poi si sentono tutte le arrabbiature dei professori».
“Purtroppo Giulio non ci verrà mai restituito. Ma la giustizia, la conquista del diritto alla verità, ridarà a Giulio la dignità che merita. La dignità che la tremenda violazione dei diritti umani subita avrebbe potuto togliergli per sempre”, concludono i Regeni.

 

 

 

(Fonti: LaRepubblica, ADNKronos)

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.