Il “Sistema Zannini”, le rivelazioni dell’ex vicepresidente Crisci

L’ex numero due faceva da tramite tra il consigliere regionale e i dirigenti: “Incarichi in cambio di sostegno elettorale”. E spunta anche il figlio dell’attuale presidente Colombiano.

Destini legati quelli del consigliere regionale Giovanni Zannini e dell’ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca. Per il primo la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto, con l’interrogatorio preventivo fissato agli inizi di febbraio; per il secondo, la procura preme nella richiesta di misure cautelari con il ricorso al Riesame dopo il no del G.I.P.  Vecchiarelli.

Il famigerato “sistema Zannini”

Tra le righe  della richiesta d’arresto del consigliere regionale, formulata dai pubblici ministeri Gerardina Cozzolino e Giacomo Urbano della Procura di Santa Maria Capua Vetere, viene fuori il sistema Zannini e la sua capacità di “interferire” sulle scelte degli organi di vertice della Regione Campania e della Provincia di Caserta, guidata dal suo amico Magliocca. si parla di affidamenti di lavori e d incarichi sotto soglia che venivano concessi su “spinta” dello stesso Zannini.

La rivelazioni fatte dall’ex vicepresidente Crisci

Fondamentale per il sistema l’ex vicepresidente della Provincia Pasquale Crisci (sopra, in foto) che ha raccontato agli inquirenti come funzionavano le cose. “Ogni indicazione data da Zannini relativa alla scelta delle ditte a cui affidare lavori pubblici era sicuramente accettata dal presidente Magliocca che per quanto a mia diretta conoscenza si avvaleva del dirigente Palmieri”, ha dichiarato Crisci.

I nomi delle ditte fornite tramite pizzini

Il politico di Santa Maria a Vico ha poi precisato di ricevere lui stesso da Zannini, attraverso dei pizzini (i fogliettini di carta arrotolati, notoriamente usati per malaffare), i nominativi delle ditte che dovevano aggiudicarsi gli affidamenti diretti. “Facevo da tramite tra le indicazioni che ricevevo dall’onorevole Zannini da portare ai dirigenti della Provincia, tra cui l’ingegnere Palmieri”… “Gli imprenditori agevolati da queste indicazioni a loro volta offrivano un sostegno elettorale verso i vari candidati che poi venivano loro suggeriti nelle diverse tornate elettorali che erano di interezze di Zannini”. Gli elenchi delle ditte sono ora al vaglio della Procura.

Le conferme dei dirigenti

Uno sistema che viene confermato dal dirigente Palmieri che spiega agli inquirenti che Crisci segnalava le ditte ai dirigenti “a nome del presidente Magliocca, ma era quella persona che fungeva da tramite tra Magliocca e Zannini”. Dello stesso tono anche le dichiarazioni di un altro dirigente della Provincia, Paolo Madonna, che conferma le ingerenze del presidente Magliocca – “mi chiedeva di interessarmi per affidamenti a ditte da lui indicate” – e del suo entourage: “il vice presidente Crisci, il consigliere Olga Diana e altri”.

Segnalato anche il figlio del nuovo presidente Colombiano

Un passaggio coinvolge anche il figlio dell’attuale presidente Anacleto Colombiano (padre e figlio non risultano tuttavia indagati). Secondo quanto emerso nella richiesta di misura cautelare a carico di Zannini, ci sarebbe stato un’incarico sotto soglia per cui “il figlio di Anacleto Colombiano mi è stato segnalato da Pasquale Crisci”, confermano i dirigenti.

Sembra più che palese che ormai in politica la trasparenza sia puramente una formalità, e amicizie e richieste fanno da cinghia di trasmissione in un motore che arranca in una discesa morale.

 

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.