Nuovi profili lavorativi ricercati in Italia

Marco Ceresa, group ceo di Randstad Italia, ha detto al Sole24Ore che se il 2025 “si è dimostrato un anno di resilienza e consolidamento, in cui abbiamo assistito a una tenuta dell’occupazione complessiva, le prospettive per il 2026 sono di una crescita più selettiva e qualitativa”, un anno in cui nonostante le tensioni internazionali non si fermerà “l’accelerazione della transizione digitale, con la valorizzazione delle competenze legate all’intelligenza artificiale, alla cybersecurity e all’analisi dei dati che sono tra le più richieste, e la maggiore richiesta di profili con esperienza e soft skills consolidate, rispetto ai junior, ma con una necessità di forte intervento di upskilling digitale per allinearsi alle nuove esigenze aziendali”.

 

Il 2026, un anno facendo slalom tra opportunità e sfide

 

“Il 2026 si preannuncia come un anno di forte dinamismo per il mercato del lavoro italiano”, ha invece detto al quotidiano economico Massimiliano Medri, Managing Director di Adecco Italia. “I nostri dati indicano che la domanda interna è trainata principalmente da commercio, trasporti e hospitality, con manifattura e alimentare a consolidare la seconda linea”. Ci sono però anche sfide, come quella della difficoltà delle imprese a trovare i profili di cui hanno bisogno. Secondo Zoltan Daghero, managing director di Gi Group, la criticità risiede nel disallineamento tra domanda e offerta che “riguarda ormai un profilo su due e sembra divenuto strutturale”. E le dinamiche sociali sembrano perfino acuirlo con “il progressivo calo demografico, lo scollamento scuola-lavoro, le trasformazioni tecnologiche e temi più culturali e sociali”.

La parola magica è upgrade.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.