Il 90% dei cantieri non ha un progetto di pavimentazione, si va avanti con il copia-incolla

Nel nostro Paese il materiale che viene usato per la pavimentazione – che è una somma di strati diversi, uno sopra l’altro -, non viene progettato. Si fa una stesa superficiale, poi dopo una settimana esce la buca un’altra volta. I materiali non sono controllati in laboratorio, prima. Non vengono fatte le prove. Il 90% dei cantieri non ha un progetto di pavimentazione. Si va avanti con il copia-incolla. Si è fatto così fino ad oggi e si continua così, questa è la regola adottata.

Le buche si formano perché le pavimentazioni sono sovrastrutture, quindi hanno uno spessore fatto di materiali diversi. Il danno è profondo, io copro la superficie e dopo poco la fessura che stava sotto risale.

Può essere un problema di progettazione o di materiali impiegati, ma anche di esecuzione, di posa in opera delle pavimentazioni. Uno degli aspetti fondamentali è il costipamento, quindi la compressione. Se questo passaggio non viene fatto bene, è molto più probabile che il risultato non sia quello atteso.

IL DECRETO CAM, RISPONDE UN INGEGNERE

“Quello dovrebbe garantire una svolta epocale, se fosse applicato così come è stato scritto. Perché mentre per il calcestruzzo usato per gli edifici c’è una normativa tecnica, in Italia per i conglomerati bituminosi, cioè per i materiali con cui si realizzano quasi tutte le strade, le regole non esistono. E questa è un’anomalia. In Francia, in Germania, in America sono previste. In Italia si parla di cemento armato ma non di conglomerati bituminosi, si tratta di una scelta politica. Il Cam invece comincia a mettere dei paletti seri, almeno dal punto di vista del rispetto dell’ambiente”.

UNA SVOLTA?

“Nel prevedere il riuso dei materiali che hanno già concluso una vita utile. Quindi, se devo realizzare una pavimentazione stradale, demolisco quella esistente e la riutilizzo in parte per i nuovi progetti. Se il Cam strade riuscirà a dare una spinta all’uso del materiale da riciclo, questo porterà benefici scontati. Non devo demolire montagne e colline perché posso reimpiegare una parte di materiale già lavorato come pavimentazione stradale. Negli altri paesi questa è una prassi consolidata, in Italia invece ci sono molti freni”.

LA “VITA” DELLE STRADE

“Ma quello è in partenza uno dei concetti chiave di ogni progetto. Lo stabilisco in base ai materiali impiegati, agli spessori degli strati, anche in base al traffico che dovrà passare su quella strada. Invece non si ha rispetto dell’opera da progettare”.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.