Questo mondo sta seguendo una via, o meglio, più vie, verso dittature mascherate da democrazia, dove ogni essere umano penserà di essere libero, ma sarà osservato, spiato, schiavo senza catene e con un peso digitale anziché fisico.
Siamo già spiati, da anni, ma col tempo le nostre vite sono sotto occhi microscopici e orecchie omnipresenti.
Così come è stato in passato, chi detiene le tecnologie più avanzate è colui che domina sugli altri.
Tecnologie mediche, belliche, comunicative, computazionali, di ogni tipo che infieriscono sul nostro stile di vita, sempre più condizionato dalle macchine. Dispositivi sempre più intelligenti, che analizzano ogni nostra azione, la traducono in bit e con algoritmi calcolano predicendo schemi comportamentali per scopi commerciali, di controllo, di comando.
Dove ci porterà tutto questo? Non è tanto la tecnologia a essere nemica, quanto chi la detiene e ne fa l’uso che più gli aggrada. Un governo potrebbe usare un programma “predittivo” e sventare atti criminali, oppure condizionare l’elettorato con false informazioni.
L’Intelligenza Artificiale diventa sempre più grande, e qualcuno ipotizza il momento della “singolarità”, quando la macchina sarà cosciente della propria esistenza e del proprio ruolo in questo mondo, ma come si comporterà nei nostri confronti?
Dobbiamo quindi temere le macchine, nonostante tutto questo clamore propagandistico sui “passi da gigante” che l’I.A. sta facendo grazie alle “Big Tech” che sfruttano i nostri dati per creare programmi e dispositivi che analizzano miliardi di dati in pochi secondi.
Ricordo gli anni ’80, dove quegli 8 bit della console Nintendo Entertainment System sembravano un miracolo, mentre oggi con Open AI e Palantir la realtà può essere trasformata a proprio piacimento.
“La fantascienza ha la cattiva abitudine di diventare realtà” è una citazione che uso spesso, presa dallo scrittore statunitense William Burroughs. Erano gli anni ’60 del secolo scorso, e Burroughs ci ha preso in pieno. Persino i comunicatori usati nella sci-fiction “Star Trek” sono inferiori alla potenza “intelligente” degli odierni Smartphone, pieni di applicazioni di ogni tipo, dalla semplice bussola, alla mappa stellare, dal riconoscitore di funghi a intere biblioteche. Il saper in un click, anche se la maggioranza degli utenti usa il cellulare per selfie e social media, istupidendosi ancora di più. Ed ecco perché l’Intelligenza Artificiale vincerà: la Stupidità è Umana. Anche troppo.
Io vi avverto, voi che leggete. Un giorno voi o i vostri figli, patirete l’indifferenza e la noncuranza verso questa “cosa” nelle cui vene di silicio scorrono elettroni e bit.
Ci sostituiranno, alla fine, ma non prima di averci addomestico, annichilito e resi dipendenti come i peggiori hashishomani alle loro mirabolanti capacità. Perderemo la nostra umanità e sarà troppo tardi per chiederla indietro.
Forse, in questa apocalisse digitale si salveranno poche persone in oasi dimenticate tra i boschi o sulle montagne “wi-fi free”, e non nel senso di connessione gratuita, ma liberi, non raggiungibili dalle frequenze informatiche.
E l’uomo, quello che ne rimarrà, (soprav)vivrà in sparute riserve, mentre le macchine spolperanno questo pianeta, lo trasformeranno per carpirne risorse minerarie ed energetiche.
Detto questo, volendo (o meglio, dovendo) citare il film “Matrix”, vi chiedo: scegliete di prendere la pillola blu e continuare le vostre piccole patetiche vite nell’indifferenza, assuefatti come i mangiatori di loto di Omero, oppure destarvi da quest’incubo, scegliendo la pillola rossa, con tutte le conseguenze che la coscienza, legata alla responsabilità, comporta?
La libertà è scomoda, anche amara, crudele. Ma è vera, non è un simulacro virtuale o una simulazione.
Scritto di proprio pugno senza uso di ChatGPT o similari. E’ vietato l’uso del presente contenuto al fine di addestrare sistemi intelligenza artificiale.

