I ricercatori precari ancora in presidio al CNR per protesta

I precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche continuano con il presidio permanente nella sede principale dell’ente in attesa che nella manovra vengano compresi i fondi per le stabilizzazioni.

“Il presidio permanente proseguirà finché il governo non ci darà una risposta” riferisce un ricercatore.

Si è svolto “in un clima calmo“, aggiungono, l’incontro con il presidente del Cnr Andrea Lenzi (sopra, in foto). “Il presidente ha compreso che le mobilitazioni messe in atto dai precari non sono rivolte contro la dirigenza del Cnr, ma a favore di un finanziamento in legge di Bilancio. Abbiamo apprezzato l’impegno espresso dal presidente ad ottenere il massimo possibile nelle condizioni date”. Tuttavia, aggiungono, “come precari uniti ribadiamo l’urgenza di una presa di posizione pubblica del presidente in sostegno allo stanziamento di risorse per la stabilizzazione dei precari del Cnr”. All’incontro con il presidente Lenzi e la dirigenza dell’ente hanno partecipato una delegazione del movimento dei precari uniti e le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Anief, Anpri.


La mobilitazione continua perché nei prossimi mesi scadranno i contratti di circa 3mila precari, con “una grave perdita di competenze e l’interruzione dei progetti di ricerca“, oltre al peso che la chiusura del contatto può avere sulle loro vite.

Il presidio davanti alla sede del Cnr va avanti. I lavoratori aspettano segnali concreti da Parlamento e governo. Nel frattempo, la ricerca italiana rischia di perdere pezzi importanti proprio mentre il Paese parla di innovazione e futuro.

Sembra che in Italia si faccia di tutto per far scappare all’estero l’eccellenza italiana della ricerca, con cervelli preziosi costretti ad andare in paesi dove il lavoro è meglio remunerato e con garanzie maggiori.

 

 

 

(Fonti: ANSA, unionedegliuniversitari.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.