Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Istituita dall’’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 attraverso la risoluzione 54/134, la scelta di questa data è legata alla commemorazione delle vite e dell’attivismo delle sorelle MirabalPatria, Maria Teresa e Minerva (sotto, in foto) – che hanno lottato contro la dittatura del generale Rafael Trujilo nella Repubblica Dominicana durante gli anni ’40 e ’50: considerate rivoluzionarie, vennero torturate e uccise.

 

Alla Camera si vota la legge che introduce il reato di femminicidio.

“La violenza di genere è inaccettabile. In questa Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Unione europea rinnova la sua determinazione a porre fine a ogni forma di violenza contro donne e ragazze e a garantire che ogni persona possa vivere libera dalla paura e dal dolore. In tutta l’Ue, una donna su tre ha subito violenza di genere. Dietro ogni numero c’è una persona la cui vita, salute e dignità sono state violate. La violenza contro le donne può assumere molte forme, può verificarsi ovunque e a chiunque”.

Lo hanno dichiarato la vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu e la commissaria Hadja Lahbib (sopra, in foto), a nome della Commissione europea in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Per porre fine a questa situazione è necessario agire. L’Ue sta adottando misure concrete, dalla prevenzione e protezione all’applicazione delle norme e alla responsabilizzazione. Con l’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul e l’adozione della prima legge dell’UE in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, l’UE sta istituendo un quadro completo Per combattere la violenza di genere”, si legge ancora nella dichiarazione.

“La violenza di genere online danneggia le donne, mette a tacere le loro voci e minaccia i nostri valori democratici. La nostra Direttiva contro la violenza contro le donne criminalizza esplicitamente le forme più diffuse di violenza di genere online, come la condivisione di immagini intime senza consenso, i deepfake, il cyberstalking, le molestie online e l’incitamento alla violenza e all’odio online basati sul genere. Garantisce inoltre che i contenuti illegali online accessibili al pubblico vengano prontamente rimossi. Per le vittime di qualsiasi forma di violenza contro le donne e di violenza domestica, la legge offre maggiore protezione e supporto. Invitiamo tutti gli Stati membri dell’UE a recepire rapidamente questa Direttiva nel diritto nazionale, affinché donne e ragazze in tutta l’Unione possano essere più sicure, sia online che offline”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “In ogni ambito della vita sociale e privata, nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani, il principio della parità tarda ad affermarsi, limitando l’autonomia femminile, compromettendo la sicurezza delle donne, impoverendo il progresso della società. I teatri di conflitto armato, dove la violenza contro le donne viene utilizzata come strumento di intimidazione e oppressione, ne sono drammatico esempio”… “Oggi – sottolinea il Capo dello Stato – assistiamo al dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale, amplificate dalle dinamiche dei social network, con effetti tutt’altro che virtuali: umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi. Abusi che lasciano cicatrici profonde nel corpo e nella mente. In questo contesto affatto indifferente è l’uso del linguaggio quando alimenta stereotipi, pretende di giustificare relazioni di dominio e comportamenti inaccettabili. Parità significa, prima di tutto, educazione al linguaggio del rispetto. Nel 65°anniversario dell’assassinio delle sorelle Mirabal, torturate e uccise il 25 novembre 1960, nella Repubblica Dominicana – oggi, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – la loro scelta di opporsi alla dittatura continua a ispirare intere generazioni, ricordandoci che libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da difendere e consolidare ogni giorno”.

La Premier Giorgia Meloni: “La violenza sulle donne è un atto contro la libertà. Di tutti”. Lo scrive sui social network la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Un fenomeno intollerabile, che continua a colpire e che va combattuto senza sosta”…”In questi anni abbiamo varato leggi molto significative, inasprito le pene e rafforzato gli strumenti a disposizione, come il ‘codice rosso’ e le misure di prevenzione. Abbiamo raddoppiato i fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio, potenziato e reso strutturale il reddito di libertà, promosso il numero 1522, portato avanti innovative attività di educazione e sensibilizzazione” rivendica la premier. “Sono passi avanti concreti, ma non ci fermiamo qui. Dobbiamo continuare a fare, ogni giorno, molto di più. Per proteggere, per prevenire, per sostenere. Per costruire un’Italia in cui nessuna donna debba più sentirsi sola, minacciata o non creduta. La libertà e la dignità delle donne sono un dovere dello Stato e una responsabilità di tutti”.

Ogni giorno in Italia 85 donne sono vittime di reato, dai maltrattamenti in famiglia, alla violenza sessuale allo stalking. Nel 2022 si sono verificati 106 femminicidi (dato è in linea con quanto rilevato negli ultimi tre anni): di queste 61 sono state uccise da un partner o un ex partner, tutti di sesso maschile (dati Istat).

L’arma più usata è il coltello.

Per celebrare questa giornata l’UNESCO si unisce alla campagna UNITE to End Violence against Women di UNWomen che ogni anno promuove 16 giorni di attivismo, dal 25 novembre al 10 Dicembre, e che quest’anno accende i riflettori su una forma di abuso in rapida crescita: la violenza digitale contro le donne e le bambine.

Per partecipare alla campagna, ecco l’hashtag:  There is #NoExcuse for online abuse !

Donna Vita Libertà.

 

 

(Fonti: ADNKronos, Unesco.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.