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Covid, lavoratori dello spettacolo occupano il Globe Theatre di Roma: “Vogliamo una riforma strutturale”

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Globe Theatre

Fonte Tg com 24

Un gruppo di lavoratori dello spettacolo ha occupato il Globe Theatre a Roma. “Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo chiediamo una riforma strutturale del settore”, scrivono in un comunicato stampa pubblicato su Facebook. “Non vogliamo – si legge – una riapertura senza sicurezza, che ci faccia ripiombare in un mondo del lavoro ancora più incerto e privo di garanzie”.

Ai ristoratori e ai gestori delle attività commerciali, già scesi in piazza per convincere il governo alle dovute riaperture, è quindi la volta del mondo dello spettacolo e della cultura, che ha scelto come luogo di protesta il teatro voluto da Gigi Proietti a Villa Borghese a Roma. Gli organizzatori assicurando che “tutto si sta svolgendo nel rispetto delle disposizioni sanitarie” e che gli occupanti si sono sottoposti a tampone.  “Riapriamo questo spazio a tutte le precarie, a tutti gli sfruttati, per riappropriarci di un tempo di confronto e autoformazione”, hanno scritto gli organizzatori: “Non siamo qui per chiedere la riapertura dei teatri: troppi spazi piccoli e medi non riuscirebbero a riaprire in queste condizioni. Troppi nel settore continuerebbero a rimanere a casa senza reddito. La falsa ripartenza della scorsa estate ce lo ha dimostrato”.

L’orizzonte della protesta è più ampio quindi e guarda al futuro, con la precisa richiesta di rimettere al centro la sicurezza fisica e contrattuale di chi lavora nella cultura, di rivedere fra le altre cose il contratto nazionale, il sistema previdenziale, il riconoscimento giuridico delle categorie, la stabilizzazione dei precari, il sistema di accesso ai fondi pubblici. Una rivoluzione del settore per cui invitano il ministro della Cultura Dario Franceschini a convocare il prima possibile un tavolo interminesteriale con il ministero della Cultura, dell’Economia e del Lavoro che coinvolga anche i movimenti di lavoratrici e lavoratori. Nei prossimi giorni nel teatro verranno organizzati tavoli tematici, assemblee, dibattiti e momenti di approfondimento a cui sarà possibile partecipare sia in presenza che online. 

Ebbene se avevate bisogno di una testimonianza civile, questa forma di “protesta” ne è certamente l’esempio.

Senza piazzate, senza bombe carta, ma soprattutto con la consapevolezza che ciò che occorre non è una semplice riapertura.

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