Sulle pagine de La Repubblica le parole della madre del sedicenne che si trovava sul lato passeggero della macchinina: “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa”.
“Quella minicar non è nostra, una minicar non possiamo permettercela”, chiarisce la donna, poiché il piccolo veicolo appartiene in realtà all’amico diciassettenne alla guida, figlio di un carabiniere, individuato dagli investigatori grazie alla testimonianza di un meccanico e alle immagini delle telecamere.
(Fonte: IlMessaggero)

