A Puerta del Sol 25mila persone anche ieri hanno trascorso la notte in tenda e con gli occhi rivolti verso cielo: cercano una speranza e inveiscono contro il governo socialista. Tra di loro anche gli iscritti ai Sindacato degli Inquilini, stanchi e nauseati di una situazione divenuta insostenibile. Miguel è tra coloro che hanno scelto di dormire in tenda: ad una radio locale racconta che quando ha visto Maricarmen (anziana e disabile) sloggiata di forza dalla sua abitazione avrebbe voluto intervenire mettendosi di traverso alla polizia di Sanchez, ma avrebbe solo peggiorato le cose. Oggi si sente tradito da un esecutivo che si racconta all’estero come aperto a tutti, salvo poi infierire su chi, come Maricarmen, non ha la stessa rilevanza mediatica dei 60mila di Ceuta.

Nella stessa piazza nel maggio 2011 si celebrò una grande manifestazione contro il governo. A quel tempo a guidarlo c’era un altro socialista, José Luis Rodríguez Zapatero, ora sotto inchiesta. Corsi e ricorsi storici. E tragici.

Sumar, il partito alleato del Psoe, chiede che il prossimo provvedimento del governo sia a tutela di casi simili. Ha anche minacciato di non prendere parte al consiglio dei ministri in programma domani se nel decreto per la casa, ribattezzato «decreto Maricarmen», non saranno approvate maggiori misure di protezione delle famiglie dagli sfratti e dai fondi speculativi. Ma si tratta di una mossa fuori tempo massimo, vista la percezione che la Spagna intera ha ormai del governo Sanchez.
Il premier spagnolo, in vacanza durante la crisi Ceuta, con la moglie indagata per frode, non se la passa bene. Ha i giorni contati.
Il video dell’anziana sfrattata ha fatto il giro del mondo e subito la manifestazione di piazza ha assunto un tono ancora più forte.
(Fonte: IlGiornale)

