Il Sindaco di Benevento, Clemente Mastella, in un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano, fa il bilancio della situazione dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta su Gennaro Santamaria e respinge le richieste di dimissioni arrivate dai dem.
Il primo cittadino ammette con coerenza di essersi dimesso in passato due volte, da vicepresidente della Camera e da ministro della Giustizia, pur ritenendosi estraneo a ogni addebito.
Oggi, tuttavia, ritiene la richiesta di dimissioni “strumentale e cattiva”: secondo Mastella il Pd punterebbe a ribaltare il voto degli elettori per via giudiziaria, calpestando garantismo e presunzione di non colpevolezza. Il Sindaco ricorda di aver sempre evitato attacchi quando a finire nei guai giudiziari erano esponenti di altri partiti, e invita i dem beneventani ad attenersi al proprio codice etico nazionale, che in caso di avviso di garanzia parla di “cautela”.
Mastella evidenzia che, su 29 componenti della maggioranza, l’inchiesta riguarda un solo consigliere, per quanto si tratti del presidente del Consiglio comunale.
Sul fatto “Decide la Segreteria generale”
Sulla richiesta di nove consiglieri di opposizione di sospendere le figure al vertice indagate, il Sindaco ricorda che già dopo la prima fase dell’inchiesta sono state disposte, d’intesa con la Responsabile Anticorruzione, le rotazioni previste dalla legge. Le valutazioni, precisa, spettano alla Segreteria generale ai sensi del Tuel, non alla politica.
Per quanto riguarda il fatto che nessuno si sia accorto di nulla, Mastella si sente “davvero rammaricato” ma richiama la legge Bassanini, che affida ai dirigenti gare e concorsi: un’ingerenza della politica, osserva, rischierebbe di configurare una concussione. “Sindaco e assessori non fanno né i detective, né i segugi”, afferma, aggiungendo che le colpe collettive non esistono e che servono prove concrete, non sospetti.
No al PD
Sul piano politico, la chiusura è chiara: con il Pd cittadino e i suoi alleati nessuna intesa, Mastella dichiara che farà quanto possibile affinché non tornino a governare. Una rottura che, ammette, crea un’incoerenza con gli equilibri regionali e nazionali, tema che porterà ai vertici dem: non può essere, avverte, che si faccia la guerra a Benevento e poi si chieda il suo sostegno alle nazionali.
Il Sindaco smentisce contatti elettorali con Oreste Vigorito: al pranzo con il presidente si sarebbe parlato di Dmo e rilancio turistico del Sannio. Richiamando il recente sondaggio di Pagnoncelli, rilancia infine la proposta di una “Margherita 5.0” sul modello dell’Ulivo di Prodi, ribadendo però che le sue scelte dipenderanno da ciò che accadrà a Benevento.
I risultati raggiunti dall’amministrazione
Nel frattempo l’amministrazione si prepara ad affiggere manifesti informativi sui risultati raggiunti: chiusura del dissesto dopo 100 milioni di passività ereditate, 150 milioni di fondi Pnrr, fondi europei per la riqualificazione di Rione Libertà, Capodimonte e Rione Ferrovia, il nuovo Terminal Bus, il recupero del centro storico, 12 scuole adeguate sismicamente e la raccolta differenziata al 65%.
Sembrano davvero ottimi risultati, nulla da eccepire.

