Un’utopia costata ben diecimila euro a testa, venduta con la promessa di un contratto regolare e un futuro solido in Italia. Si è rivelata invece una trappola di sfruttamento e ricatti quella scoperta a Grosseto dalle Fiamme Gialle e dai Carabinieri, che hanno fatto scattare le manette ai fianchi di una coppia residente nel territorio: un imprenditore sessantaquattrenne e la moglie di origini marocchine. I due devono rispondere dell’accusa di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato, dopo aver allestito un lucroso sistema criminale basato sulla distorsione delle procedure del «Decreto Flussi».
Come funziona la truffa ai danni dello Stato
Il sistema, scoperto grazie alle denunce presentate da diverse vittime nel 2024, prevedeva un preciso tariffario per reclutare braccia in Marocco. A fronte del pagamento dell’ingente somma iniziale, alla manodopera veniva garantita tutta la documentazione per l’ingresso e il soggiorno nel Paese. Una volta giunti a destinazione, tuttavia, gli immigrati scoprivano la dura realtà: nessun impiego ad attenderli, la necessità di trovare lavoretti in nero per sopravvivere e l’obbligo di ammassarsi in dormitori di fortuna al prezzo di 250 euro al mese ciascuno. Non solo: per non perdere il visto, la coppia pretendeva un ulteriore pizzo fino a mille euro in cambio di buste paga del tutto fittizie.
Come si legge su Il Resto del Carlino, gli inquirenti hanno sequestrato un’ampia contabilità parallela, fatta di quaderni, cifre espresse sia in euro che in dirham marocchini e contratti informatici di fornitura manodopera per importi stellari. Tra questi figurava un’intesa da circa mezzo milione di euro collegata a una società fantasma creata dalla stessa indagata, supportata da commesse intestate a ditte cessate, fallite o persino collegate a persone decedute. Il provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Gip di Grosseto su istanza della Procura, si è reso indispensabile anche per arginare il pericolo di inquinamento delle prove – viste le pressioni già esercitate sui testimoni – e il rischio di reiterazione del reato, considerato l’atteggiamento spavaldo dei due di fronte alle forze dell’ordine. Il bilancio dell’inchiesta documenta l’ingresso illegale di 31 persone e l’emissione di 22 visti irregolari.
Ogni volta che acquistate prodotti ortofrutticoli o derivati, pensate a quanta fatica c’è dietro, a quali soprusi sono sottoposti i poveri braccianti che si fanno un cuore così per pochi spiccioli.
(Fonte: Leggo)

