Beppe Grillo va frignare con la sua ironia scaduta al “Pulp Podcast” di Fedez

Beppe Grillo inaugura come ospite la nuova stagione di Pulp Podcast, il format online di Fedez e Mr Marra. Nelle prime battute al microfono ha voluto subito parlare del figlio Ciro, implicato in una vicenda giudiziaria per violenza sessuale, che pare sia un fan del podcast. “Sta attraversando un momento un po’ particolare di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Lo visto da bambino 19enne a maturare così con questa spada di Damocle che ha sulla testa, si è laureato con 100 e lode, ha fatto una famiglia, una bambina stupenda, una moglie straordinaria, studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo la sua innocenza. Perché sta studiando e vuole difendersi da solo”, ha spiegato il padre.

Tante le tematiche, tra il serio e lo spiritoso, che avendo in casa alcuni parenti che sono medici, “ogni tre giorni in casa mi fanno un test per l’Alzheimer e ho capito che è l’ultima sicurezza che ti dà il cervello con quelli che ti rompono i coglioni, perché non ti ricordi più chi sono”. Oggi, dice, “come faccio io a fondare un partito, organizzarlo…Non ho il potere di farlo e le facoltà. Posso dare degli input sull’ambiente, la religione… Guardate come entra adesso nell’economia e nella finanza la religione, carattere forte della religione è dovuto al fatto che a Gerusalemme non hanno mai fatto un manicomio. Perché si doveva fare, è il morbo di Alzheimer della filosofia. Ho provato a fare un po’ il filosofo, di quelli base bassa, e avevo fatto L’Altrove, una specie di religione buddista. Guardarsi dentro, essere felici nel non avere, è bellissimo non avere i tatuaggi per me, è bellissimo non avere un cane peloso quando piove, non essere Briatore”.

Dopo essere stato censurato come comico, ha iniziato a fare spettacoli in giro per l’Italia e dai teatri, dice, “parlavo già di politica, parlavo di tecnologia e di cose… Alla fine la gente usciva e diceva: ‘Mi sono divertito, e adesso?’. E io cosa devo fare? Allora mi sono iscritto a Pd ad Arzachena perché il Pd non aveva programmi e io avevo queste cose, l’acqua, la mobilità, l’energia, la conoscenza, i rifiuti, Prendete voi questi argomenti, sono i vostri. Vado ad Arzachena, ho speso 15 euro, hanno aperto la sezione e mi hanno dato la tessera. Poi è uscito Fassino con la profezia, non mi hanno preso ma io sono andato avanti con Casaleggio, grande persona: quello che non ero io era lui”.

Quando ha deciso di fare politica, spiega, “ci ho rimesso un sacco di soldi, la salute, una parte della mia famiglia, nel senso che non sono quasi mai stati d’accordo. Siamo partiti con questa cosa e mancando lui io sono rimasto privo. Poi c’è stato Luigi Di Maio, bravissimo per l’amor di Dio, poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante che non contava quasi nulla… Non ci siamo mai candidati io e Casaleggio. Mai lo abbiamo nemmeno pensato, il 4 ottobre giorno di San Francesco, abbiamo fondato il Movimento: nessuno deve rimanere indietro. La frase “uno vale uno” non è che siamo tutti uguali, non esiste: uno vale uno vuol dire che a tutti va data la stessa possibilità di partenza, questo è il principio. E la democrazia dal basso doveva essere con questo”.

Beppe, non ti puoi candidare!

Pochi sanno, o ricordano, che Grillo fu condannato a 14 mesi di carcere (con la condizionale) per omicidio colposo relativa all’incidente d’auto nel quale, il 7 dicembre 1981, persero la vita due amici del comico, di 45 e 33 anni, e il loro figlio, di 9.

Chi è stato condannato non può essere eletto.

Lui stesso ammise: “Sono pieno di carichi pendenti, sono un delinquente”.

Beppe Grillo fu chiaro: “Io in parlamento non ci vado”.

(Da una intervista del 2012 su liberoquotidiano.it, quindi caro Beppe, non puoi querelarmi, ho la fonte!).

(Per l’intervista di Grillo con Fedez, la fonte: IlGiornale)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.