Il Senato ha aperto le porte a una nuova selezione pubblica per rafforzare i propri uffici con figure giuridiche, economiche e tecniche. Il bando mette a concorso 30 posti da segretario parlamentare, con uno stipendio di ingresso che supera i 45.000 euro lordi annui e margini di crescita che, nel corso della carriera, possono portare la retribuzione oltre i 136.000 euro.
I 30 posti messi a bando dal Senato per il 2026 sono distribuiti su cinque profili professionali distinti:
- 12 posti per documentarista di indirizzo giuridico
- 8 posti per documentarista di indirizzo economico
- 6 posti per tecnico informatico
- 2 posti per tecnico edile-strutturale
- 2 posti per tecnico impiantistico
Ogni candidato può presentare domanda per un solo profilo. Al termine delle selezioni verranno stilate cinque graduatorie separate, una per ciascun indirizzo. Il regolamento prevede però un meccanismo di flessibilità: se in un profilo restano posti vacanti, questi possono essere assegnati scorrendo le graduatorie degli altri profili, dando una seconda chance ai candidati idonei ma non vincitori.
Per candidarsi occorre possedere tutti i seguenti requisiti:
- cittadinanza italiana
- pieno godimento dei diritti civili e politici
- età compresa tra i 18 e i 40 anni non ancora compiuti alla data di pubblicazione del bando
- idoneità fisica alle mansioni richieste
- una laurea triennale con votazione minima di 105/110 (soglia che non si applica a chi possiede una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento)
Come e quando presentare la domanda
Le domande vanno inviate esclusivamente online, attraverso il portale dedicato del Senato, entro le ore 18 del 27 agosto 2026. L’accesso alla piattaforma richiede l’autenticazione tramite Spid o carta d’identità elettronica (Cie). È inoltre richiesto il pagamento di un contributo di segreteria di 30 euro, da versare tramite PagoPA.
Le prove del concorso
Il percorso di selezione si articola in più fasi.
La prima, eventuale, è una preselezione con 50 quesiti a risposta multipla da completare in 50 minuti: serve solo a filtrare l’accesso alle prove scritte, senza incidere sul punteggio finale, e scatta esclusivamente se le domande superano quota 450 (cioè quindici volte i posti disponibili per profilo). In questo caso i quesiti verteranno su Costituzione italiana e regolamento del Senato, con un punteggio di 1 punto per risposta esatta, -0,30 per risposta errata e -0,20 per risposta omessa.
Superata questa fase, i candidati affrontano due prove scritte specifiche per il profilo scelto, da superare con un punteggio minimo di 49 su 70. Chi supera gli scritti accede infine ai colloqui orali e alle prove tecniche, dove oltre alle materie già trattate vengono valutate la conoscenza dell’inglese, le competenze informatiche e le abilità pratiche legate al profilo professionale. La somma dei punteggi ottenuti in tutte le prove determina la posizione finale in graduatoria.
Lo stipendio
Chi vince il concorso parte con uno stipendio annuo lordo di 45.546 euro. La progressione economica segue le tabelle retributive previste per il personale assunto dal 1° agosto 2013 nella carriera dei quadri intermedi, che premiano l’anzianità di servizio: al dodicesimo anno la retribuzione sale a 73.263 euro lordi annui, per arrivare a 136.209 euro lordi annui al ventiquattresimo anno. Una progressione legata anche alle valutazioni professionali, che rende questo percorso di carriera uno dei più remunerativi dell’intera pubblica amministrazione.
In bocca al lupo!
(Fonte: IlMessaggero)

