Torna l’ora legale 2026: quando scatta e come spostare le lancette. Sarà l’ultima volta?

Stanotte le lancette andranno spostate avanti di 60 minuti. Mentre ci prepariamo a giornate più luminose, la Camera dei Deputati apre un’indagine conoscitiva ufficiale sull’abolizione del cambio stagionale.

Alle ore 2:00 le lancette degli orologi dovranno essere spostate in avanti di 60 minuti, posizionandosi sulle 3:00. Il cambio di orario serve per ottimizzare l’utilizzo della luce naturale durante i mesi più caldi, riducendo di conseguenza i consumi di energia elettrica.

Durerà sette mesi. Comporterà un’ora di sonno in meno, determinando poi un impatto diretto sui ritmi quotidiani (circadiani, N.d.R.): le prime ore del mattino saranno caratterizzate da una minore presenza di luce solare, mentre la fascia di luce pomeridiana e serale risulterà più estesa. Il ritorno all’ora solare è già fissato per l’ultima domenica di ottobre, ovvero nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando le lancette andranno riportate indietro di un’ora.

I dispositivi digitali si auto-aggiornano. 

La X Commissione della Camera dei Deputati (Attività produttive, Commercio e Turismo) ha approvato l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente sul territorio nazionale. L’iniziativa è scaturita su impulso della Società italiana di medicina ambientale (Sima), dell’associazione Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega), che aveva presentato la proposta nel novembre scorso. Il documento approvato dalla Commissione stabilisce la necessità di coinvolgere enti di ricerca e organismi economici per fornire un quadro oggettivo e aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura. L’indagine dovrà valutare gli effetti socio-economici, le ricadute sul sistema produttivo e la fattibilità di una fase di sperimentazione con proroga dell’ora legale, tenendo conto — si legge nel testo — “della sostenibilità energetica e della competitività economica”. Il prossimo passo istituzionale prevede l’avvio delle audizioni. Entro il 30 giugno, termine fissato per la conclusione dell’indagine, verranno ascoltati rappresentanti istituzionali, autorità indipendenti, organismi europei e internazionali, associazioni di categoria e dei consumatori, ed esperti accademici.

Risparmio ecologico ed economico

Secondo le rilevazioni di Terna (la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale), tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito all’Italia un minor consumo di energia elettrica quantificabile in oltre 12 miliardi di kWh ed un risparmio economico per i cittadini pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Fa bene all’ambiente: ci sarà una riduzione annua delle emissioni di CO2 compresa tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate, un impatto paragonabile all’assorbimento garantito dalla piantumazione di milioni di alberi.

…E l’Europa ci mette lo zampino

Nel 2019 il Parlamento europeo approvò una proposta per demandare ai singoli Stati membri la scelta tra l’adozione dell’ora solare o legale permanente. Al momento, tuttavia, il dossier risulta bloccato a causa della pandemia e delle divisioni tra i Paesi membri. Il problema principale resta la necessità di un coordinamento: se ogni Stato legiferasse in totale autonomia, si creerebbe in Europa un fuso orario “a macchia di leopardo”, con pesanti ripercussioni sul mercato interno e sulla logistica.

Non vedevamo l’ora(!).

 

(Fonte: IlFattoQuotidiano)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.