“La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta.

Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei”.

E’ la posizione presa dalla Cia-Agricoltori al via libera degli ambasciatori Ue all’intesa con il Mercosur.
“Attenzione – mette il punto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini – tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte”. In sostanza, a Cia non bastano le intenzioni e l’Italia deve continuare a presidiare l’accordo. Perchè la sfida, spiega l’associazione, è complessa ed “è essenziale ottenere un regolamento stringente e dettagliato che, tanto per cominciare, a fronte di quel 5%, soglia di variazione prezzo-volume per far scattare le indagini, preveda l’attivazione automatica della clausola. Inoltre, servono controlli sulle importazioni di gran lunga oltre il 50% dei prodotti e occorre che sia ferreo l’allineamento agli standard di produzione e fitosanitari, portando allo ‘zero tecnico’ i livelli massimi di residui contenenti in prodotti come la frutta”.
Sull’import di carne e riso, precisa Cristiano Fini, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Non è accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in Europa e in quantità che danneggiano il mercato interno. Ne va della salute dei cittadini e della tenuta delle nostre aziende”. Tuttavia, l’associazione ritiene il Mercosur un’opportunità per alcuni settori di punta dell’export, come vini e formaggi, ancora di più per le Dop e Igp italiane. “In ballo per l’Europa un valore potenziale pari a quasi 5 miliardi e una crescita per il Made in Italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo”.

Se esistono marchi come DOC DOP IGT IGP e altri, un motivo ci sarà.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.