Donald Trump rimette al centro dell’attenzione internazionale le sue mire sulla Groenlandia, territorio autonomo danese. Dopo il suo insediamento, Trump ha nominato Jeff Landry, governatore della Louisiana, come inviato speciale per l’isola artica, ribadendo di nuovo poche ore fa che gli USA ne hanno “assolutamente bisogno di quel territorio per la difesa nazionale”.
LA POSIZIONE DEI LEADER EUROPEI
“La sicurezza dell’Artico rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica”, ribadiscono i leader europei uniti.
“La NATO ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando l’impegno. Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti per mantenere l’Artico sicuro e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, inclusa la Groenlandia, fa parte della NATO”.
“La sicurezza nell’Artico – proseguono ancora i leader europei – deve quindi essere raggiunta collettivamente, insieme agli alleati della NATO, compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli. Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questa impresa, in quanto alleati della NATO e attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951”.
E continuano: “La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere su questioni che li riguardano”.
Casa Bianca: “Per acquisizione della Groenlandia non si può escludere uso forze armate”
“Il presidente Trump ha reso ben noto che l’acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica”, ha detto la Casa Bianca, rispondendo con una nota a una precisa domanda della Reuters. “Il presidente e il suo team stanno discutendo una gamma di opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l’utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un’opzione a disposizione del comandante in capo”, si legge nella nota.
Gli abitanti dell’isola protestano: “non siamo in vendita” scrivono sui cartelli manifestando la loro rabbi e insofferenza verso le dichiarazioni del tycoon newyorkese.
(Fonte: Usatoday)

