Il parroco di Caivano ha quel coraggio che manca a molti, nonostante la criminalità organizzata abbia cercato di intimorire facendo esplodere una bomba davanti al cancello della sua chiesa.
La sua umiltà è degna di lode: “Sono solo un povero prete di periferia. Non ho mai toccato una pistola. Le mie armi sono il Vangelo e la preghiera.” ha dichiarato.
Nato a Frattaminore, in provincia di Napoli, nel 1955. Paramedico scrupoloso, lavorava a 100 metri da casa. Poi nel 2013 la “conversione”. Un passaggio in auto a un sacerdote francescano, di quelli che per ubbidienza alla povertà, scalzi, viaggiano in autostop, lo aveva incuriosito. Proprio lui, lontano dalla Chiesa da tempo. Alla fine Patriciello a 30 anni si iscrive a Teologia diventando prete.
Le vie del Signore sono infinite.
Personalmente ebbi l’occasione di conoscerlo di sfuggita anni fa durante un evento organizzato dai Missionari Oblati, e ne fui colpito. Simpaticissimo, aperto al dialogo, ispira bontà all’insegna del Cristianesimo puro.
E’ diventato un “personaggio scomodo” per i malvagi della camorra, costretto a vivere sotto scorta dal 2022 per le minacce ricevute dalla camorra di cui ha denunciato l’oppressione “ad alta voce”, scagliandosi soprattutto contro il malaffare nella cosiddetta Terra dei fuochi. Per il mefitico odore che aleggia nel quartiere a volte non è riuscito a celebrare la messa, vedendo poi morire di tumore il fratello Franco.

Come scrisse Hanna Arendt, il male è stupido, banale. Questi scelerati inquinano le loro stesse terre ( e la nostra) per guadagnare illecitamente da un business che è l’emblema dell’idiozia criminale.
Eppure, dopo aver subìto l’attentato intimidatorio del 2022 in un post sulla sua pagina Facebook scrisse: « Mi avete costretto, fratelli camorristi, a vivere sotto scorta – scrive don Patriciello –. Mi pesa. Non lo avrei mai pensato. Fa niente. Vi perdono. Vi abbraccio. Vi chiedo però di cambiare vita. Per il nostro bene. Per il vostro bene. Per il bene dei vostri figli». Come ministro di Dio Don Patriciello ha nel suo cuore il perdono, il più alto dei valori.
Ci sono persone per cui vale la pena di ringraziarne l’esistenza. Una di queste è di sicuro Don Maurizio, campione di virtù teologali ma non solo, umano e sincero in un mondo di corruzione e corrosione.
Ogni bambino nato, ogni comunione, ogni lezione di catechismo, ogni manifestazione di vita restano per don Patriciello, la ragione della sua missione a Caivano con tutti gli ostacoli cui far fronte. La difesa della sua parrocchia, baluardo contro la minaccia criminale che ingoia e schiavizza giovani vite, continua a essere lo scopo della sua battaglia. Forse non vincerà adesso la guerra, ma certamente ispirerà le generazioni future per un mondo migliore, più sano, più giusto.
Grazie.

