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La protesta dei commercialisti

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Commercialisti in protesta per l’estensione ai revisori legali dell’abilitazione a trasmettere la dichiarazione dei redditi e a rilasciare il visto di conformità.

La novità introdotta con il decreto fiscale approvato il 15 ottobre dal Consiglio dei ministri non è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria, che chiedono una maggiore tutela della professione.

Dall’Istituto nazionale dei revisori legali, invece, piena soddisfazione per quella che viene considerata «un’importante vittoria professionale».

L’articolo 5, comma 13 del decreto inserisce anche i revisori legali nella lista dei professionisti abilitati all’invio della dichiarazione dei redditi, presente nell’art. 3 comma 3 del dpr 322/1998. Oltre agli iscritti all’albo dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, potranno essere incaricati pure gli iscritti nel registro dei revisori legali.

La misura, come detto ha sollevato varie polemiche nella categoria.

E’ Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec) a lamentare «la mancanza di tutela per la professione. Di fatto, stiamo andando a perdere posizioni su posizioni, con un processo continuo di annacquamento del ruolo del commercialista. Da una parte la disintermediazione dell’Agenzia delle entrate che poi ricade sulla nostra attività quotidiana, dall’altro l’allargamento delle competenze ad altre professioni, come l’ultimo caso del decreto fiscale. Mi chiedo perché, ad esempio, i commercialisti non debbano avere un’esclusiva sulla redazione dei bilanci. In questo modo, a pagare è soprattutto la clientela».

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