La ‘Ndrangheta al Nord si è mimetizzata senza clamore, ma presente

La commissione parlamentare Antimafia ha approvato la relazione sulla ‘Ndrangheta al Nord, relazione che vede come relatrice la presidente della Commissione Chiara Colosimo, e che fotografa l’inquietante situazione delle mafie nelle Regioni settentrionali, in particolare della criminalità organizzata calabrese, ormai assimilabile a una vera e propria multinazionale del crimine. «La ‘ndrangheta è tanto più pericolosa quanto più riesce a non apparire come corpo estraneo», si legge nella relazione.

«La sua forza attuale risiede nella capacità di mimetizzarsi, di offrire utilità, di costruire rapporti di convenienza, di trasformare la reputazione criminale in risorsa economica e di adattare le proprie forme operative ai territori in cui si insedia. Per questo la risposta istituzionale deve essere altrettanto capace di adattamento: deve saper leggere i contesti, distinguere i modelli di radicamento, anticipare le vulnerabilità, colpire i patrimoni, interrompere le reti relazionali e rendere non conveniente ogni forma di collaborazione con l’organizzazione mafiosa».

«È su questo terreno – sottolinea la Commissione Antimafia nella relazione – che si misura la capacità delle istituzioni di impedire che il potere mafioso, dopo essersi reso meno visibile, diventi anche meno percepito, meno contrastato e, infine, più accettato. Perché la minaccia più grave non è soltanto la presenza della ‘ndrangheta nei territori del Nord, ma la possibilità che essa venga scambiata per una componente ordinaria del funzionamento economico e sociale. Impedire questa normalizzazione costituisce, oggi, una priorità nazionale».

«Difesa della tenuta democratica del Paese»

La commissione Antimafia riguardo la relazione, intitolata «Ndrangheta nell’Italia settentrionale, geografia del radicamento e nuove modalità operative», afferma che impedire la normalizzazione della ‘ndrangheta costituisce oggi «una priorità nazionale». «Solo una strategia fondata su conoscenza, coordinamento, prevenzione, responsabilità economica e fermezza repressiva può impedire che la presenza della ‘ndrangheta si normalizzi nei circuiti produttivi e sociali del Nord. La legalità antimafia, in questa prospettiva, non è soltanto difesa dall’organizzazione criminale; è difesa della qualità dei mercati, della libertà dei territori e della tenuta democratica del Paese».

(Fonte: Leggo)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.