Sciopero a Trento e Bolzano con lo slogan “No alla guerra”

A Bolzano circa 500 persone, tra studenti e adulti, si sono riunite in Piazza Mazzini per poi sfilare tra le vie della città. Tanti i messaggi affidati a cartelli e striscioni, diretti sia al mondo dell’istruzione che ai temi della politica estera e dell’attualità: “Soldi alla scuola, non alla guerra”, “L’educazione va data, non guadagnata” e “Oggi non interrogo, protesto! Docenti con lo studente”. Non sono mancati i manifesti di contestazione verso il mondo politico: esposte le immagini di diversi esponenti, da Meloni a Schlein, coperte da impronte di mani ‘insanguinate’ e accompagnate dalla scritta “Complici”.

A Trento la protesta si è articolata in due diversi appuntamenti nell’arco della mattinata. Il corteo studentesco più numeroso ha visto sfilare circa 1.500 ragazzi lungo le vie cittadine, fino a raggiungere la sede dell’Assessorato provinciale all’Istruzione.

Si è svolto un secondo presidio promosso da Cub Trento e Sbm sotto il Commissariato del Governo per contestare quella che i promotori hanno definito “l’economia della guerra”: circa 150 le persone che hanno poi proseguito in corteo per la città. Le due manifestazioni a Trento non si sono incrociate. Entrambi i cortei nelle due Province, costantemente aperti e chiusi dai presidi delle forze dell’ordine, si sono svolti in modo regolare senza causare particolari disagi alla circolazione.
Una bella notizia. C’è chi “gufava” nella speranza di violenti scontri.

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.