Meloni “adirata” con Salvini dopo l’intenzione di stop alle armi all’Ucraina: tensione nel governo, “Così mi metti in difficoltà”

Le dichiarazioni di Salvini sugli aiuti a Kiev irritano Giorgia Meloni. La premier avrebbe chiesto chiarimenti al vicepremier, mentre cresce la tensione nella maggioranza.

La vicenda si sviluppa domenica 25 ottobre 2026, durante il congresso straordinario della Lega, concluso con la riconferma di Salvini alla guida del partito. Il vicepremier annuncia l’intenzione di portare in Consiglio dei ministri la richiesta di fermare l’invio di armi e risorse economiche a Kiev, segnando una distanza dalla posizione finora sostenuta dall’esecutivo.

Una dichiarazione che, secondo le ricostruzioni emerse, non sarebbe stata concordata con Palazzo Chigi e avrebbe provocato l’irritazione della premier.

La presidente del Consiglio avrebbe manifestato direttamente a Salvini il proprio disappunto, facendo presente le difficoltà che una simile iniziativa potrebbe creare alla maggioranza.

Il problema, per Meloni, non riguarderebbe soltanto il merito degli aiuti all’Ucraina, ma soprattutto il metodo utilizzato da Salvini per annunciare una proposta destinata a incidere su una delle principali scelte di politica estera del governo.

Il segretario leghista ha posto l’accento sulla necessità di privilegiare la diplomazia, invitando gli alleati a riflettere sull’efficacia dell’invio di armi e denaro.

Ha inoltre riconosciuto la condizione del popolo ucraino, definendolo vittima di bombardamenti e aggressioni.

Il nuovo decreto sull’Ucraina rischia di dividere la maggioranza

Il vero banco di prova potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

L’attuale autorizzazione legislativa che consente all’Italia di continuare a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina scade il 31 dicembre 2026.

La disciplina nasce dal quadro normativo introdotto nel 2022 durante il governo Draghi e successivamente prorogato. Per proseguire le forniture nel 2027 attraverso lo stesso meccanismo, sarà necessario un nuovo intervento legislativo.

Il governo dovrà quindi decidere se confermare la prosecuzione degli aiuti e con quali modalità. L’eventuale decreto dovrà poi affrontare il passaggio parlamentare previsto dalla Costituzione.

È su questa decisione che la Lega potrebbe tornare a esprimere le proprie riserve, rendendo più complesso il confronto con Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Attualmente non risultano modifiche ufficiali alla politica italiana di sostegno all’Ucraina. Il prossimo passaggio concreto resta la scadenza del 31 dicembre, entro la quale dovrà essere valutata un’eventuale nuova proroga.

Intanto continueremo a pagare per l’Ucraina.

(Fonte: Bariitalianews)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.