Vannacci contro gli aiuti all’Ucraina, “Altri soldi a Zelensky mentre gli italiani non arrivano a fine mese”

Il generale denuncia il caro carburanti e le difficoltà economiche  delle famiglie, contestando nuovi finanziamenti europei mentre agricoltori, pescatori e autotrasportatori protestano al Sud.

«Altri soldi all’Ucraina mentre gli italiani non arrivano a fine mese». Roberto Vannacci torna a contestare il sostegno economico e militare a Kiev, chiamando in causa anche le scelte del governo italiano. In un post pubblicato sulla propria pagina ufficiale Facebook, il generale critica i nuovi finanziamenti richiesti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e chiede di dare priorità alle difficoltà economiche dei cittadini.

Il suo intervento si ispira dalle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori nel Sud Italia, mobilitati contro l’aumento dei costi del carburante e le difficoltà che interessano i rispettivi settori.

«Proteste pacifiche di trasportatori e agricoltori al sud Italia, gasolio a 2,3 Euro, elettricità ai massimi da anni, pomodori a 4,5 euro al Kg», scrive Vannacci, utilizzando questi prezzi per sostenere la propria critica alle priorità di spesa dell’esecutivo.

Le cifre riportate sui prezzi sono quelle indicate dal generale nel post e non rappresentano necessariamente valori medi nazionali.

I miliardi all’Ucraina: “Tutti soldi che pagheremo noi italiani”

La critica riguarda soprattutto l’impegno finanziario dell’Unione europea e il contributo che, secondo Vannacci, ricadrebbe sull’Italia.

«Zelensky chiede altri 70 miliardi dopo averne richiesto 27 per il 2026, 32 per il 2027 oltre ai 90 già concessi dall’Europa», afferma il generale, sostenendo che il nostro Paese sarebbe chiamato a sostenere una quota del 13%.

Il finanziamento europeo da 90 miliardi di euro è stato effettivamente approvato per il biennio 2026-2027. Il programma prevede 60 miliardi destinati al sostegno delle capacità di difesa ucraine e 30 miliardi per le esigenze economiche e di bilancio del Paese.

E’ in sostanza un prestito finanziato attraverso emissioni di debito dell’Unione europea e garantito dal bilancio comunitario, con un meccanismo di rimborso legato alle riparazioni di guerra dovute dalla Russia. Non equivale quindi a un versamento immediato dei 90 miliardi da parte degli Stati membri.

Le ulteriori richieste finanziarie citate da Vannacci devono essere distinte dagli stanziamenti già approvati. Anche la percentuale del 13% indicata dal generale non può essere automaticamente applicata all’intero importo come se fosse una fattura direttamente a carico dell’Italia.

Nel suo intervento Vannacci contesta anche l’ipotesi di un nuovo provvedimento italiano di assistenza militare.

«E il governo pensa al 13° pacchetto di aiuti a Kiev da varare entro la fine dell’anno. Tutti soldi che pagheremo noi italiani», scrive, contestando la prosecuzione del sostegno a Kiev mentre famiglie e imprese affrontano costi elevati.

Stati Uniti e Russia, l’accordo energetico

Il generale richiama poi le decisioni dell’amministrazione americana, contrapponendole alla linea europea.

«Nel frattempo gli USA comprano gasolio da Mosca e congelano ogni sanzione nei confronti della Russia», afferma.

Il riferimento riguarda l’accordo sulle forniture di gasolio russo sostenuto dall’amministrazione di Donald Trump e la decisione di sospendere l’applicazione di ulteriori misure sanzionatorie contro Mosca.

L’accordo energetico è stato criticato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che il 14 ottobre lo ha definito una scelta «molto rischiosa», ritenendolo potenzialmente dannoso per la pressione internazionale sulla Russia.

Le decisioni americane non hanno però comportato la cancellazione di tutte le sanzioni già in vigore contro Mosca.

Vannacci conclude il post con un appello a privilegiare la soluzione diplomatica del conflitto rispetto alla prosecuzione dell’assistenza finanziaria e militare all’Ucraina.

«Basta guerra. Meglio una brutta pace di una brutta guerra. Basta soldi all’Ucraina. Prima gli italiani».

Parlare alle pance, anzi, alle tasche, funziona sempre.

(Fonte: Bariitalianews)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.