L’ex premier Mario Draghi parla dei giovani in protesta

Dietro le proteste giovanili che stanno scuotendo diversi Paesi europei c’è anche la frustrazione di una generazione che fatica a immaginare il proprio futuro. Ne è convinto Mario Draghi, che in un’intervista a Bloomberg ha analizzato le ragioni delle tensioni sociali degli ultimi giorni, individuando nel blocco delle aspettative e nella difficoltà di trovare risposte dalla politica due elementi centrali del malessere delle nuove generazioni.

“Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi, ognuno ha le proprie motivazioni specifiche”, ha premesso l’ex presidente del Consiglio e della Bce. Esiste tuttavia un denominatore comune, almeno sul piano politico: “L’unico elemento che accomuna tutti e tre i casi è che, l’anno prossimo, si terranno elezioni di estrema importanza”. La spiegazione delle proteste, però, secondo Draghi va cercata soprattutto nelle condizioni dei giovani. “Questa è solo la cornice. A mio avviso, la spiegazione più solida risiede nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti”, ha osservato l’ex premier.

Una sfiducia che ha origine anche dalle difficoltà quotidiane e dall’incertezza economica. “I giovani percepiscono le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima”, ha spiegato Draghi. Il risultato è un crescente senso di esclusione, che nell’analisi dell’ex presidente della Bce contribuisce ad alimentare le tensioni sociali.

(Fonte: IlGiornale)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.