Prosegue l’attività di contrasto al fenomeno delle truffe svolta dalla Polizia di Stato nella provincia
di Latina, con particolare attenzione agli episodi che vedono coinvolte persone anziane e i loro
familiari.
Nei giorni scorsi, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gaeta hanno intercettato
e arrestato un uomo, classe 2004, residente in Campania, ritenuto responsabile di una truffa
aggravata commessa a Terracina. A seguito del controllo, gli agenti hanno recuperato gioielli e
denaro corrispondenti a quanto poco prima sottratto alla vittima.
L’intervento è avvenuto durante un servizio di controllo del territorio lungo la via Flacca, dove gli
operatori hanno notato un’autovettura il cui conducente, alla vista della pattuglia, avrebbe
accelerato la marcia in direzione di Napoli. Insospettiti dal comportamento dell’uomo, i poliziotti
hanno proceduto al controllo, nel corso del quale hanno notato una busta parzialmente occultata
nel vano portaoggetti.
I successivi accertamenti hanno consentito di rinvenire all’interno della busta numerosi monili, tra
cui collane, bracciali e anelli, per un peso complessivo di circa 466 grammi, oltre a denaro contante.
Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che, nella stessa mattinata, una donna di Terracina aveva
ricevuto una telefonata da un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri, il quale le aveva
riferito che il padre rischiava di essere arrestato in relazione a una rapina e l’aveva sollecitata a
consegnare gioielli e denaro. Poco dopo, un giovane si sarebbe presentato presso l’abitazione,
qualificandosi come collaboratore del presunto militare, ricevendo dalla donna i beni richiesti.
Grazie al coordinamento con il Commissariato di Terracina, presso il quale la vittima ha presentato
denuncia, i poliziotti hanno accertato la corrispondenza tra gli oggetti rinvenuti e quelli sottratti.
La donna ha inoltre riconosciuto, attraverso un album fotografico, l’uomo che si era presentato
presso l’abitazione.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Cassino, condotto presso la locale casa circondariale, in attesa
dell’udienza di convalida. I beni rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro e messi a disposizione
dell’Autorità giudiziaria.
All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale
di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica ha disposto nei suoi
confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante le quali, come anche nelle
successive fasi procedimentali/processuali, l’indagato potrà far valere le proprie difese ai sensi del
c.p.p. e si presume non colpevole sino a condanna definitiva.
L’attività svolta testimonia l’importanza di contattare tempestivamente il Numero Unico di
Emergenza 112 e di presentare denuncia alle Forze dell’ordine. La segnalazione e la successiva
denuncia consentono infatti di avviare immediatamente le ricerche, individuare i presunti
responsabili e, come avvenuto in questa occasione, recuperare i beni sottratti, in vista della loro
restituzione alle vittime.

