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Youssef Siher, il punto sulle indagini

Si è svolta questa mattina, nel carcere di San Vittore, l’udienza di convalida del fermo di Youssef Siher. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, il trentenne sarebbe l’amministratore del canale Telegram e della pagina Instagram del Movimento 17 ottobre, nato dopo il fine settimana di scontri nel capoluogo lombardo.

La pm Francesca Crupi ha chiesto al gip la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistente, tra le altre esigenze cautelari, il pericolo di fuga. La difesa di Siher, rappresentata dagli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, ha invece chiesto la scarcerazione immediata. La decisione del gip è attesa nelle prossime ore.

Nel frattempo, proseguono le indagini della polizia. Al momento, non sarebbero emersi collegamenti tra Siher e gli hacker filorussi del gruppo Noname.

Sul notebook sequestrato all’indagato, la polizia postale avrebbe individuato le chat Telegram del Movimento 17 ottobre, nelle quali risulterebbero presenti “due messaggi programmati relativi alle indicazioni delle piazze in cui concentrarsi” e una chat WhatsApp. Ad ogni modo, il materiale informatico sequestrato è ancora al vaglio degli investigatori, che stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire l’eventuale attività svolta dal politologo e attivista Pro-Pal attraverso i social network e acquisire ulteriori elementi utili all’inchiesta.

(Fonte: Iltempo)

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