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Roma, turisti attoniti con gli scontri in centro

Il centro di Roma è diventato nel tardo pomeriggio un terreno di scontro: da una parte i manifestanti che tentano di raggiungere i palazzi istituzionali, dall’altra le forze dell’ordine impegnate a impedire che un corteo non autorizzato attraversi le aree più sensibili della Capitale.

Bottiglie e petardi contro gli agenti, idranti, lacrimogeni e cariche di alleggerimento. È il bilancio di un pomeriggio di tensione, che prosegue fino a sera, iniziato con una manifestazione contro la guerra e il riarmo europeo e proseguito con una lunga sfida nel centro storico.

Stando alle prime informazioni, sono circa duecento le persone identificate e 96 quelle fermate e accompagnate in questura per accertamenti. Gli scontri più violenti si sono verificati a largo di Santa Susanna, vicino piazza della Repubblica, alle spalle del Viminale. I manifestanti tentano di forzare il cordone degli agenti schierati in via Emanuele Orlando. Partono lanci di oggetti, bottiglie e petardi. La polizia reagisce con gli idranti e lacrimogeni, poi intervengono i reparti antisommossa con alcune cariche di alleggerimento.

Il pomeriggio era cominciato senza incidenti, in maniera pacifica. Il corteo «Fuori l’Italia dalla guerra», regolarmente preavvisato, era partito intorno alle 14 da piazza della Repubblica, attraversando via Cavour tra slogan contro la Nato e il riarmo europeo. Negozi aperti, turisti nelle strade, nessuna particolare criticità. La situazione cambia quando, concluso il percorso previsto, alcuni gruppi di giovani decidono di proseguire autonomamente.
Prima tentano di raggiungere il Colosseo attraverso via degli Annibaldi, gridando «corteo, corteo». Lo sbarramento della polizia impedisce l’avanzata, anche se alcuni riescono a superare gli accessi dell’Anfiteatro Flavio. All’arco di Costantino intervengono gli agenti in tenuta antisommossa. Momenti di tensione, senza scontri fisici.

Poi comincia l’inseguimento tra le strade della Capitale. I manifestanti cambiano di continuo direzione per evitare i cordoni di sicurezza. All’incrocio tra via Merulana e piazza Santa Maria Maggiore alcuni giovani si avvicinano agli agenti con le braccia alzate, mentre altri accendono fumogeni. La polizia lascia spazio al passaggio e il gruppo prende un’altra strada. Alla stazione Termini viene chiuso anche l’ingresso di via Giolitti, per prevenire eventuali incursioni.

Il dispositivo di sicurezza, predisposto con circa 1.500 agenti, mira a impedire l’accesso alle sedi istituzionali e a contenere gli spostamenti dei gruppi più determinati. Gli investigatori sono impegnati a ricostruire le responsabilità individuali per gli episodi di violenza.

Resta la distinzione tra chi è sceso in piazza per manifestare pacificamente e chi ha cercato lo scontro con la polizia.

Un’occasione, per i turisti, di testimoniare cosa è successo in questo sabato che si preannunciava come fine del mondo e invece è stata la manifestazione di chi è insofferente all’attuale condizione economica nostrana.

(Fonte: IlGiornale)

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