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Sventata attività venatoria con l’ausilio di richiami elettroacustici, strumentazione espressamente proibita dalla legge.

Nei giorni scorsi, i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale
del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, nell’ambito delle attività di controllo del territorio
finalizzato alla prevenzione e repressione degli illeciti in materia venatoria, sono intervenuti in località
Selva Cimino, in territorio del Comune di Santi Cosma e Damiano (LT).

A seguito di perlustrazione i militari sorprendevano due soggetti che stavano esercitando attività ve-
natoria con l’ausilio di richiami elettroacustici, strumentazione/mezzo di caccia espressamente vie-
tato dalla legge.

Espletata l’attività d’indagine e constatati i fatti, i Carabinieri Forestali deferivano in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino (FR) competente per territorio i presunti
responsabili per esercizio della caccia con mezzi non consentiti nonché, per uno dei due soggetti,
anche per porto illegale di armi comuni da sparo e per abbattimento avifauna selvatica protetta, nella
fattispecie un pettirosso.

I militari procedevano inoltre al sequestro di tre fucili, di 87 munizioni, 14 esemplari abbattuti di avi-
fauna selvatica (n. 12 tordo bottaccio, n. 1 merlo e n. 1 pettirosso) e di un richiamo elettroacustico

completo di batteria e altoparlante.
I presunti responsabili dei fatti contestati, in caso di condanna rischiano la pena dell’ammenda fino
ad euro 1.549,00 ai sensi dell’art. 30, co. 1, lett. h) della Legge n. 157/1992 nonché la reclusione da
due a dieci anni e multa da euro 103,00 a euro 1.033,00 ai sensi dell’articolo 12 della Legge n.
497/1974 e arresto da due a otto mesi o ammenda da euro 774,00 a euro 2.065,00 ai sensi
dell’articolo 30, comma 1, lett. b) della Legge n. 157/1992.
I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di
prevenzione e repressione degli illeciti a danno dell’uomo e dell’ecosistema, anche sensibilizzando
cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia venatoria, nel rispetto delle
normative regionali e nazionali.
Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità (disponibile il numero di emergenza
ambientale 1515) comportamenti ed eventuali presunti illeciti che possono anche solo
potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute dei cittadini.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante le
quali, come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, gli
indagati potranno far valere le loro difese ai sensi del c.p.p. e si presumono
non colpevoli sino a condanna definitiva.

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