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Vannacci contro i violenti di Milano: “Non stanno manifestando, stanno sfidando lo Stato”

Il leader di Futuro Nazionale annuncia una proposta di legge contro la violenza organizzata nelle manifestazioni. Previste distanze di sicurezza dalle forze dell’ordine.

Roberto Vannacci chiede una stretta sulle manifestazioni dopo gli scontri e le devastazioni avvenuti a Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026. In un post pubblicato sulla propria pagina ufficiale Facebook, il leader di Futuro Nazionale propone pene più severe contro la violenza organizzata e nuove regole preventive per consentire alle autorità di sciogliere i cortei prima che si verifichino aggressioni contro le forze dell’ordine.

L’annuncio arriva mentre il governo di Giorgia Meloni affronta il tema dell’ordine pubblico in un vertice convocato a Palazzo Chigi, dopo due giornate segnate da scontri, saccheggi e danneggiamenti nel centro di Milano.

«Milano ha mostrato cosa accade quando la violenza è organizzata», scrive Vannacci, che distingue il diritto a manifestare dalle azioni di chi aggredisce gli agenti e pianifica attacchi durante le proteste.

«Chi pianifica gli attacchi, distribuisce i ruoli e aggredisce le Forze dell’Ordine con tecniche di guerriglia non sta manifestando: sta sfidando lo Stato».

Vannacci propone nuove regole per prevenire gli scontri e la “distanza di sicurezza”

La parte centrale dell’intervento riguarda gli strumenti che, secondo Vannacci, dovrebbero essere messi a disposizione delle autorità per prevenire gli scontri.

Il generale (ex) chiede un inasprimento delle pene per chi partecipa ad azioni violente organizzate, distinguendo queste condotte dalle situazioni in cui dovessero emergere effettive finalità terroristiche.

«Per noi questa è violenza organizzata di piazza. Quando emergono finalità terroristiche, la risposta deve essere adeguata alla gravità dei fatti: pene più severe e strumenti efficaci per fermare gli attacchi».

Vannacci propone poi l’introduzione di una distanza di sicurezza obbligatoria tra i manifestanti e i reparti delle forze dell’ordine schierati durante i cortei.

Il mancato rispetto di questa distanza, accompagnato dall’inosservanza degli ordini impartiti dagli agenti, dovrebbe consentire lo scioglimento della manifestazione prima dell’inizio degli scontri.

«Se viene violata e gli ordini di ripristinarla restano inascoltati, la manifestazione deve poter essere sciolta prima che inizi lo scontro», precisa.

La proposta rappresenterebbe un intervento sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico. La definizione della distanza minima, delle procedure di intervento e delle condizioni necessarie per sciogliere un corteo dovrà tuttavia essere chiarita nel testo legislativo annunciato.

(Fonte: Bariitalianews)

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