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Fumare costa di più: da oggi nuovo aumento dei prezzi di tabacchi trinciati e stick, 20 centesimi

Da oggi, 14 ottobre, aumentano i prezzi di alcuni marchi di tabacco lavorato e di tabacco da inalazione senza combustione. L’aumento è stato comunicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) e riguarda, nel dettaglio, 13 marche di tabacco lavorato, perlopiù trinciato e due tipi di sigaro, e 14 marche di stick. In entrambi i casi, si tratta di un rincaro di 20 centesimi.

Nel corso dell’anno i listini delle sigarette hanno subito una serie di ritocchi a rialzo legati all’aumento delle accise previsto dall’ultima legge di bilancio. La manovra 2026, infatti, ha predisposto una crescita dell’accisa dal valore di 32 euro al chilogrammo per il 2026, per un aumento stimato di circa 15 centesimi a pacchetto. Un trend, appunto, progressivo, destinato dunque a proseguire anche nei prossimi due anni, con una crescita dell’accisa pari a 35,50 euro al chilogrammo per il 2027 e 38,50 euro al chilogrammo a partire dal 2028; secondo la relazione tecnica della scorsa finanziaria, si arriverebbe così a un rincaro di 25 centesimi a pacchetto nel 2027 e 40 centesimi al pacchetto nel 2028.

L’aumento però non sarà identico per tutti: l’adeguamento concreto del prezzo, sulla base del calendario fiscale già definito, dipenderà dai singoli operatori, e sarà poi recepito nei listini pubblicati dall’Adm.

E’ il momento di smettere, primo perché fa male alla salute, poi al portafoglio, e infine per vedere dove lo Stato andrà a parare per recuperare soldi.
Se i fumatori tutti smettessero in questo malsano vizio, forse la Repubblica Italiana andrebbe in fallimento totale!

(Fonte: ADNKronos)

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