Site icon

Bologna, madre di otto figli contro le politiche sociali del Pd: “Devo mettermi il burqa per avere casa?”

A Quarta Repubblica lo scontro tra Mariangela Ciccarelli e Paola De Micheli. La donna contesta le spiegazioni della deputata sulle graduatorie comunali.

«Non è assolutamente vero, signora. Sta dicendo una cosa che non è vera». Mariangela Ciccarelli, madre di otto figli minorenni, interrompe Paola De Micheli durante Quarta Repubblica e respinge la ricostruzione della deputata del Partito Democratico sulle difficoltà che impedirebbero alla sua famiglia di ottenere un alloggio popolare a Bologna.

Il confronto è avvenuto nella puntata del 12 ottobre del programma condotto da Nicola Porro su Rete 4. Al centro della discussione la situazione abitativa della donna, arrivata dalla Calabria nel 2023 e ancora alla ricerca di una sistemazione stabile.

Ciccarelli racconta di vivere con gli otto figli in un bed and breakfast, disponendo soltanto di due camere e dell’utilizzo di un bagno. Nonostante la disponibilità a pagare un affitto mensile fino a 600 euro, sostiene di non essere riuscita a trovare un proprietario disposto ad affittarle un’abitazione.

La famiglia è in attesa dell’assegnazione di una casa popolare, ma finora non ha ricevuto una proposta.

L’attacco al Comune di Bologna: “Chi occupa viene favorito”

Dopo aver seguito un servizio del giornalista Claudio Rinaldi sulla gestione degli immobili a Bologna, la donna esprime tutta la propria amarezza per la situazione.

«Sono indignata sinceramente. Io sono mamma di otto figli, siamo in lista d’attesa per una casa nel comune di Bologna e ovviamente a oggi ancora nessuno ci ha chiamato».

La critica riguarda soprattutto le scelte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Lepore. Ciccarelli contesta quella che considera una disparità di trattamento tra le famiglie regolarmente inserite nelle graduatorie e chi occupa immobili senza titolo.

«Vedo questi servizi dove la gente occupa e il sindaco non fa nulla, anzi, addirittura va a regolarizzare», afferma.

Si tratta di una contestazione della donna, non di una circostanza accertata relativamente alla sua posizione amministrativa.

Ciccarelli spiega anche di aver cercato ripetutamente un’abitazione attraverso il mercato privato, incontrando difficoltà quando i proprietari vengono a conoscenza del numero dei suoi figli.

«Sono arrabbiatissima, vengono favoriti. Non m’interessa se pensano che sono razzista, vuol dire che mi dovrò mettere il burqa per avere una casa, forse».

Una provocazione con la quale la donna esprime la convinzione di essere penalizzata nell’accesso all’abitazione. Non vengono però presentati elementi sufficienti per stabilire che le assegnazioni degli alloggi avvengano sulla base della religione o della nazionalità dei richiedenti.

De Micheli spiega il problema della residenza, la madre la interrompe

A rispondere è Paola De Micheli, che assicura di conoscere la situazione della famiglia e riferisce che anche il Comune di Bologna ne è informato.

Secondo la deputata, uno degli ostacoli sarebbe stato inizialmente legato alla residenza, requisito previsto dalle procedure di assegnazione degli alloggi pubblici.

De Micheli richiama poi l’attività dell’amministrazione comunale, sostenendo che negli ultimi quattro anni siano stati riattivati 4.500 alloggi, dei quali 1.600 completamente ristrutturati. Sono cifre dichiarate dalla parlamentare durante la trasmissione.

Rimane però irrisolta, nel confronto televisivo, la questione fondamentale: quale sia l’effettiva posizione amministrativa della famiglia, quali requisiti risultino soddisfatti e quali tempi siano previsti per un’eventuale assegnazione.
Di fatto, avere burqa o hijab favorisce l’assegnazione nei comuni amministrati dal PD.

(Fonte: Bariitalianews)

Exit mobile version