Il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri si rivolge ai giovani, futuro dell’umanità

Il procuratore di Napoli: “Sono stato a Nisida, il 98 per cento dei ragazzi non sa leggere e scrivere. L’istruzione è fondamentale, senza loro non hanno futuro e noi non potremmo sconfiggere la criminalità che li assolda”.

Sottolinea l’importanza di coinvolgere i giovani nella conservazione della memoria delle vittime delle mafie.
“Studio sempre con attenzione le storie delle vittime, perché ci insegnano qualcosa, soprattutto la loro coerenza e il loro rigore, talmente alti da indurre i mafiosi e gli arroganti a uccidere. Sono figure da guardare con ammirazione, ma non da mitizzare, per non renderle irraggiungibili agli occhi dei ragazzi”, ha spiegato Gratteri, ricordando anche la scelta del titolo di un suo libro, “Non chiamateli eroi”.
“Non dobbiamo trasformarle in divinità quasi inavvicinabili, perché rischieremmo di tarpare le ali ai giovani, che invece devono aspirare ad avvicinarsi a queste grandi figure, capaci ancora oggi di essere una guida per le nuove generazioni”.

Il messaggio da trasmettere ai più giovani, ha infine aggiunto, è quello di “non fermarsi all’apparenza, essere curiosi, scavare, non accettare quello che succede, ma tentare di andare fino in fondo ed essere liberi”.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.