Venerdì pomeriggio Giovanni Secci, 81 anni, pensionato, ha soffocato la moglie Mariolina Seguri, stessa età. Subito dopo, ha avvisato il figlio Simone, di 51 anni, e i carabinieri. Un gesto estremo, una resa – devastante e tristissima e irrimediabile – ad un fardello diventato macigno.
Il femminicidio di Mariolina Seguri, è stato l’ultimo atto di un’esistenza segnata dal peso della malattia e di un’assistenza diventata per Giovanni Secci non più sostenibile. Un uomo di 81 anni, età in cui si ha bisogno di sostegno. E così come il dolore e le difficoltà si sono dipanati nel silenzio di decenni, così la fine ha seguito lo stesso copione. Tutto confinato dietro la porta di casa. I cuscini premuti sul volto della donna. Nessuno si è accorto di nulla; non i vicini, nemmeno i Servizi sociali.

«Non siamo mai stati allertati, il signor Giovanni è venuto ad agosto per avere informazioni, ma non ci ha detto nulla di preciso. Eravamo all’oscuro di tutto», dice il sindaco Tommaso Locci. Appuntamento a dopo le ferie. E invece. Lo sfondo della tragedia pare un cortocircuito che a Giovanni Secci deve essere sembrato impossibile da sbloccare. E parla anche della solitudine nella quale si trova chi, anziano e fragile, è chiamato ad assistere un familiare fragile. Come si sia arrivati a questo punto lo dovrà stabilire l’inchiesta. C’è un tema: la sofferenza psichiatrica, e l’aiuto a chi deve sostenere un familiare malato. «I quattro Centri di salute mentale di Cagliari hanno in carico 10mila pazienti, su un bacino di circa 490mila utenti. L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che ogni otto persone una soffre di un disturbo psichiatrico», dice Alessandro Coni, direttore del Csm Cagliari . «La vergogna, lo stigma, questi sono gli ostacoli. La salute mentale diventerà una vera emergenza -dice ancora Coni –. Dopo il Covid le malattie psichiatriche sono aumentate del 30%».
Chi poteva sapere quale dramma si celava dietro quella porta blindata? La famiglia Secci-Seguri ha condotto la sua esistenza nella riservatezza totale. E così, alle patologie della donna si è associato il dramma del marito, anche lui anziano e esausto. Giovanni Secci ha ucciso la moglie e dovrà rispondere alla giustizia. Nessuno si è accorto di niente; non i vicini, che a stento l’hanno incontrato, non la città, non – per fortuna – i bambini che anche ieri giocavano nell’area verde di fronte, intitolato al generale Dalla Chiesa. Giovanni Secci ha avvisato il figlio, i carabinieri. Un femminicidio quasi invisibile, alla fine di un’esistenza invisibile. Città invisibili.
L’ennesimo dramma della società, fatta di anonime tragedie.
(Fonte: laNuovaSardegna)

