Remigrazione, Pierluigi Bersani: «Dicano se sono d’accordo con Vannacci»

L’ex segretario del Pd accusa i leader del centrodestra di non contestare Vannacci nel merito: «Altrimenti è zuppa e pan bagnato».

Pierluigi Bersani entra nel confronto politico aperto dalla crescita di Roberto Vannacci e invita Giorgia Meloni e Matteo Salvini a chiarire pubblicamente le proprie distanze dalle posizioni del generale.

L’ex segretario del Pd (molto ex), intervenendo a margine della festa del Partito democratico a Milano, respinge anzitutto l’idea che la presenza di Vannacci possa essere vista con favore soltanto perché rischierebbe di sottrarre voti al centrodestra.

«Non saluto certo con allegria la presenza del generale Vannacci che aiuti a perdere il centrodestra, sono stupidaggini», afferma Bersani.

La questione, secondo l’ex leader dem, è un’altra. Vannacci avrebbe reso più esplicite alcune posizioni già presenti nel campo della destra: «Mette però più peperoncino nelle culture della destra che sentiamo in buona parte di Fratelli d’Italia e nella Lega».

Bersani concentra quindi l’attacco sui due principali leader del centrodestra.

«Avete mai sentito Meloni o Salvini contestare in qualcosa sul merito? No», sostiene. A suo giudizio, le critiche rivolte a Vannacci riguarderebbero soprattutto gli effetti elettorali della sua iniziativa politica e non i contenuti.

«Dicono “ci fa perdere, fa vincere la sinistra, è un traditore”, ma fammi capire se la pensi come lui: ma la destra in Italia, in Europa e nel mondo è quella roba lì».

Per Bersani, quindi, il confronto non dovrebbe limitarsi ai rapporti di forza dentro la coalizione o al rischio che Futuro Nazionale possa sottrarre consensi a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. La questione decisiva sarebbe stabilire quali differenze politiche e culturali esistano realmente tra il generale e gli attuali partiti di governo.

 «Remigrazione»

L’ex segretario del Pd si sofferma poi sul tema della remigrazione, utilizzando un riferimento storico per criticare quella proposta.

«La remigrazione ha un precedente, Idi Amin negli anni Settanta ha remigrato 50mila asiatici, vogliamo arrivare lì?», afferma.

Bersani chiude quindi tornando direttamente su Meloni e Salvini: «Parlino Meloni e Salvini se vogliono distinguersi da Vannacci».

La conclusione è affidata a un’espressione polemica: «Perché se no, se non è zuppa è pan bagnato».

L’intervento di Bersani sposta così il confronto dal possibile peso elettorale di Futuro Nazionale alla compatibilità politica tra Vannacci e il resto della destra, chiedendo ai leader della maggioranza di pronunciarsi apertamente sulle sue posizioni.

Niente di nuovo, poteva rimanere a casa a fumare sigari.

(Fonte: Bariitalianews)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.