Tre episodi ravvicinati tra via Marsala, piazza dei Cinquecento e via Cavour.
Nuovi interventi delle forze dell’ordine nell’area della stazione Termini, a Roma, dove nel giro di poche ore si sono verificati diversi episodi tra rapine, resistenza agli agenti e aggressioni.
In via Marsala, una delle strade che costeggiano lo scalo ferroviario, un uomo eritreo di 52 anni avrebbe aggredito una persona per impossessarsi della sua borsa, frugando poi all’interno per sottrarre gli effetti personali. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di bloccare il 52enne e recuperare quanto rubato.
Poco distante, in piazza dei Cinquecento, tre stranieri sono stati arrestati dopo un controllo di polizia degenerato in un’aggressione agli agenti. Secondo quanto riferito, i tre avrebbero reagito con pugni e spintoni, rendendo difficoltose le operazioni per contenerli. Per loro sono scattati gli arresti per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Un terzo episodio si è verificato in via Cavour, sempre nell’area della stazione. Due agenti del Commissariato Viminale sono rimasti feriti durante l’arresto di uno straniero.
L’uomo è stato successivamente processato per direttissima. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo però la sua rimessa in libertà.

Una decisione che ha provocato la dura reazione di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp.
«Non è più accettabile che aggressioni di questa gravità nei confronti dei poliziotti finiscano, nei fatti, senza alcuna immediata conseguenza restrittiva per chi le commette», ha dichiarato Pianese.
Il sindacalista ha allargato il ragionamento al tema della sicurezza, sostenendo che una persona capace di manifestare un simile livello di violenza possa rappresentare «un problema di sicurezza per chiunque possa trovarsi sulla sua strada, compresi i cittadini».
Pianese: «Un cortocircuito che mina l’azione dello Stato, un messaggio devastante»
Il segretario del Coisp contesta soprattutto la distanza tra l’intervento operativo degli agenti e le conseguenze giudiziarie successive.
«Non si può chiedere alle Forze di Polizia di intervenire, esporsi, affrontare soggetti violenti e rischiare la propria incolumità per poi assistere alla loro immediata rimessa in libertà», afferma.
Per Pianese si tratta di «un cortocircuito che mina l’efficacia stessa dell’azione dello Stato e trasmette un messaggio devastante».
Pianese va dritto al punto: «Bisogna decidere se si vuole mettere la Polizia nelle condizioni di proteggere realmente i cittadini oppure continuare ad accettare un sistema nel quale chi indossa una divisa rischia di finire in ospedale e chi lo ha aggredito torna libero poche ore dopo».
Secondo il rappresentante del Coisp, il «disallineamento» tra l’attività delle forze dell’ordine e il sistema giudiziario sarebbe ormai sempre più evidente.
Mala tempora currunt.
(Fonte: Bariitalianews)

