Aggredita dall’ex marito, ospite a “Dritto e rovescio”: “Devo la vita al sacrificio di mio padre”

Ospite a “Dritto e Rovescio”, Lavinia Limido, la donna che fu accoltellata a Varese nel 2024 dall’ex marito Marco Manfrinati e che, con lo stesso fendente, uccise il padre Fabio corso in strada per difendere la figlia, ripercorre insieme a Paolo Del Debbio la brutale aggressione subita. “Razionalizzando, che è un esercizio non sempre facile, mi sono resa conto che mi è stato tolto troppo tempo, troppe energie. E adesso basta. Credo che la vita sia bella, e lo dico nonostante tutto, e proprio per questo non ho intenzione di usare male il mio tempo” dice.

Poi continua: “A un certo punto stavo male, mi sono resa conto che non stavo dando il giusto nome alle cose. Quando ho iniziato a dire di avere paura sono scappata, è stata la paura a salvarmi. Lui prima dell’aggressione non mi ha mai picchiata ma lanciava oggetti in casa, piatti, bicchieri, di tutto, e poi mi minacciava e mi controllava anche economicamente. Io ho sempre lavorato e nonostante io non fossi mantenuta mi controllava le spese. Alla fine io credo che allontanandomi dalla mia famiglia, dagli amici e controllandomi le spese volesse rendermi dipendente da lui“. Lavinia Limido parla poi del padre intervenuto per salvarle la vita: “Oggi mi direbbe stai tranquilla. A noi bastava uno sguardo per capirci”.

L’amore non è possesso, ma altruismo. Anche i matrimoni che iniziano come idilliaci possono trasformarsi in amore tossico, un incubo difficile da cui scappare, se non con ferite o in tristi epiloghi così come la cronaca purtroppo ci insegna.

Donna Vita Libertà.

(Fonte: TGCOM24)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.