L’incendio divampato nell’impianto di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti della zona industriale di Airola continua a preoccupare non soltanto il territorio sannita, ma anche i Comuni casertani della Valle di Suessola, dove nelle ultime ore sono aumentate le segnalazioni di fumo, cattivi odori e aria resa pesante dalle sostanze trasportate dal vento.

Il punto centrale emerso dalla riunione di coordinamento svoltasi questa mattina in Prefettura a Benevento riguarda soprattutto i tempi dell’emergenza: le operazioni di spegnimento potrebbero andare avanti ancora per giorni.
I Vigili del Fuoco hanno dichiarato che la situazione è molto complessa per l’enorme quantità di materiale oggetto del rogo, stimata in circa un milione di metri cubi di rifiuti, tra i quali numerosi pneumatici, indicati come una delle principali cause dell’intensa colonna di fumo nero velenoso.
Per raggiungere e spegnere i focolai si stanno utilizzando mezzi movimento terra, quattro autobotti e anche un robot capace di operare nelle zone rese difficilmente accessibili dalle fiamme e dal rischio di collasso del capannone.
Ed è proprio la durata delle operazioni a far crescere la preoccupazione anche sul versante casertano, perché potrebbe richiedere un tempo lungo di attuazione.

Urge assolutamente un intervento istituzionale
AslimItaly propone una class-action per chiedere l’intervento delle istituzioni, individuare i responsabili, mettere in sicurezza il sito e attuare una vera bonifica completa delle one interessate dalla diossina e dagli altri veleni scaturiti dal rogo.
Numerose sono le segnalazioni arrivate nelle ultime ore da Arienzo, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico.
“a San Marco il cielo praticamente non si vedeva”, racconta un cittadino, mentre cresce la richiesta di una presa di posizione comune da parte delle amministrazioni della zona.
L’ARPAC sta effettuando il monitoraggio delle diossine e degli altri inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi dopo il rogo. Sono stati installati campionatori nell’area interessata e sarà impiegato anche un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni degli inquinanti.
E intanto il veleno si espande nell’aria, ricadendo su tutto come una piaga silenziosa.

