Più soldi per le consegne, nuovi bonus, un tetto alle ore di lavoro e maggiori tutele per la sicurezza. Deliveroo Italy cambia le condizioni per i rider e punta così a compiere un primo passo verso la revoca del controllo giudiziario e l’archiviazione dell‘indagine per caporalato aperta a Milano, che ha coinvolto anche l’amministratore Andrea Zocchi.
La novità che incide di più sulle tasche dei fattorini riguarda il compenso: la paga oraria minima dovrebbe passare dagli attuali 10 a 14 euro, mentre la proposta minima partirà da 3,77 euro per singola consegna.

Gli impegni sono stati formalizzati alla Procura della Repubblica di Milano e hanno ottenuto il parere positivo del pubblico ministero Paolo Storari, che nei prossimi mesi dovrà verificarne l’effettiva applicazione. Deliveroo, attraverso un portavoce, si è detta «fiduciosa» sui risultati delle nuove misure.
Rider Deliveroo, come cambia la retribuzione
Il nuovo sistema prevede una tariffa minima di 3,77 euro a consegna, una cifra indicata come circa il 25% superiore a quella proposta da Glovo. Cambia anche il meccanismo utilizzato per determinare il compenso. Per Deliveroo il calcolo sarà effettuato sulla base del «tempo attivo stimato» necessario per completare ogni ordine e non sul «tempo effettivo calmierato» adottato da Glovo. Una differenza rilevante anche sul fronte giudiziario: proprio il sistema utilizzato da Glovo, ritenuto ancora penalizzante per i lavoratori, aveva contribuito alla bocciatura della richiesta di revoca del provvedimento giudiziario nei confronti della piattaforma.
Più soldi per attesa al ristorante
Una delle novità riguarda un problema molto concreto per chi effettua consegne: le attese davanti a ristoranti e altri esercizi commerciali.
Al momento per ogni consegna vengono considerati tre minuti di attesa. Con il nuovo sistema, quando il rider dovrà aspettare più a lungo, il compenso aumenterà. L’incremento sarà parametrato ai tempi medi di attesa registrati nei locali della città interessata.
L’obiettivo dichiarato è evitare che il tempo trascorso aspettando che l’ordine sia pronto si traduca automaticamente in una perdita economica per il fattorino.
Nuovi bonus: fino a 2.200 euro in più in un anno
Deliveroo interviene anche sul sistema dei premi legati al numero di consegne. Attualmente un rider che raggiunge 2.000 ordini in un anno riceve un bonus di 600 euro. Altri 600 euro vengono riconosciuti raggiungendo quota 4.000 consegne, mentre a 6.000 ordini spettano ulteriori 300 euro. A queste soglie se ne aggiungerà una nuova: 400 euro di bonus al raggiungimento di 5.000 consegne. È previsto inoltre un premio da 300 euro per chi, lavorando nei fine settimana e nei giorni festivi, raggiungerà 1.500 ordini consegnati in questi periodi.
Sommando tutti i premi previsti, un rider che raggiunge nell’arco dell’anno tutte le soglie potrà ottenere 2.200 euro aggiuntivi, oltre al normale compenso per le consegne.
Massimo 8 ore al giorno e 45 alla settimana
Le modifiche riguardano anche l’organizzazione del lavoro e la sicurezza. I rider non potranno lavorare per più di otto ore al giorno, con un limite complessivo fissato a 45 ore settimanali. Verranno inoltre messi a disposizione nuovi dispositivi di protezione. Oltre all’equipaggiamento ad alta visibilità e ai caschi per bicicletta già forniti, saranno offerti guanti, protezioni per chi utilizza la moto e mascherine anti-smog. L’utilizzo dei dispositivi rimarrà comunque sotto la responsabilità individuale del lavoratore.
L’indagine per caporalato a Milano
Gli interventi arrivano nell’ambito dell’inchiesta milanese sulle condizioni di lavoro dei rider. Deliveroo punta ora a ottenere la revoca del controllo giudiziario e, sul fronte penale, l’archiviazione dell’indagine che ha coinvolto anche il suo amministratore Andrea Zocchi. Il parere positivo espresso dal pm Storari rappresenta un primo passaggio, ma non chiude la vicenda: sarà necessario verificare nei prossimi mesi se gli impegni presentati alla Procura verranno effettivamente messi in pratica.
Resta inoltre aperto il confronto tra AssoDelivery e Confcommercio per arrivare alla definizione di un contratto collettivo. Tra le organizzazioni sindacali è rimasta al tavolo la Cisl, mentre Nidil Cgil e UilTemp lo avevano abbandonato prima dell’estate. La segretaria nazionale di Nidil Cgil, Roberta Turi, mantiene una posizione critica. «Chiedevamo un cambiamento dell’organizzazione del lavoro e invece rimane il cottimo», ha spiegato all’Ansa. Secondo Turi, anche sul fronte della sicurezza la questione non riguarda soltanto il numero delle protezioni messe a disposizione, ma la loro adeguatezza. Tra i problemi ancora aperti cita quello dell’accesso ai servizi igienici. Il sindacato attende quindi di verificare come verranno concretamente applicate le nuove misure e quali saranno i miglioramenti reali per i rider, sia dal punto di vista economico sia per quanto riguarda condizioni di lavoro e sicurezza.
E’ comunque un passo avanti, anzi, una pedalata.
(Fonte: Leggo)

