Mikhailo Fedorov, l’ex ministro della Difesa ucraino diventato consulente del governo italiano, non è solo il volto del duello di droni tra Kiev e Mosca ma anche il primo uomo a sfidare in modo concreto il presidente Volodymyr Zelensky. Il discorso con cui, lo scorso 18 agosto, il trentacinquenne ha chiesto che il Paese vada al voto nonostante la guerra ha avuto tutta l’aria di una candidatura che per il momento rimane implicita. Fedorov ha dipinto un Paese vittima della corruzione e di una “crisi sistemica” che lo stanno condannando a una “lenta sconfitta”. E l’unica soluzione sarebbe convocare le elezioni che Zelensky, il cui mandato è scaduto nel 2024, continua a escludere.
Fedorov ha avuto una conferma concreta della sua popolarità durante le manifestazioni in suo sostegno svoltesi a Kiev e in altre città ucraine nei giorni successivi alla sua rimozione. Fatali gli erano state le forti divergenze con il capo di stato maggiore, il generale Oleksandr Syrskyi, poi costretto a sua volta alle dimissioni per calmare la piazza. In questo scontro, sia dottrinale che generazionale, l’opinione pubblica seppe subito con chi schierarsi.
Nei suoi sei mesi di mandato, Fedorov aveva di fatto spostato gli equilibri del conflitto in modo più favorevole a Kiev. Sotto la sua guida, i droni ucraini avevano colpito la Russia sempre più in profondità su obiettivi sempre più strategici, in particolare le raffinerie, causando problemi tangibili per la popolazione russa, costretta a ore di fila davanti alle pompe di benzina.
Zelensky, che aveva tentato di blandire Fedorov con un’altra posizione, ora si trova come avversario una figura che lo aveva accompagnato dall’inizio della sua avventura politica e della cui fortuna è, per molti versi, artefice. Già consigliere della sua campagna elettorale, Fedorov venne nominato da Zelensky, dopo la vittoria nel 2019, ministro della Trasformazione Digitale.
In questo ruolo Fedorov, allora appena ventottenne, fece piazza pulita dell’eredità burocratica sovietica e lanciò una app, chiamata Diia (“azione”), che consente ora agli ucraini di svolgere tramite smartphone una serie di operazioni amministrative che vanno dalla registrazione dell’auto alle pratiche per il divorzio.
Dasvidania, Zelensky.
(Fonte: AGI)

