Un evento neonazista che si chiama ‘Ritorno a Camelot’ organizzato dal Veneto Fronte Skinheads ha scatenato polemiche e reazioni.

Dopo la presa di posizione di Angelo Bonelli (Avs), che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi, il Pd, con la deputata trentina Sara Ferrari, lancia un appello ai componenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “affinché non autorizzino alcuna manifestazione o assembramento apertamente e dichiaratamente antidemocratico, che veicola principi neofascisti contrari alla nostra Costituzione, in qualsivoglia luogo del territorio trentino”.

Il Pd del Trentino esprime “sconcerto e ferma condanna”, e rivolge “un appello diretto al presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, alla giunta provinciale e al Commissario del governo affinché intervengano con immediatezza presso il Ministero dell’Interno per impedire lo svolgimento di questa manifestazione”. “Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è piena fiducia e collaborazione con le autorità dello Stato preposte alla sicurezza e con le forze dell’ordine, sotto il coordinamento del Commissariato del governo, rispetto alle decisioni e valutazioni in merito al raduno e alla sua gestione. Come istituzioni trentine, non possiamo che ribadire il fatto che rappresentiamo una comunità che si riconosce in un patrimonio di valori, quelli della Repubblica e dell’Autonomia, che ci apprestiamo a celebrare il 5 settembre, in occasione degli 80 anni”, dice all’ANSA Fugatti.
Nel frattempo la Digos e la Questura di Trento stanno “raccogliendo tutti i dati e tutte le informazioni del caso. Al momento non c’è assolutamente nessun tipo di richiesta”, spiega Isabella Fusiello, commissario del governo di Trento, che presiede anche il Comitato, che sarà convocato nei prossimi giorni.
Attualmente non ci sono quindi informazioni sul luogo prescelto per l’evento, anche se sulle chat Telegram l’indicazione è chiara: “Trentino region”. In passato questo tipo di manifestazione, come l’edizione che si è svolta a Treviso, dove hanno partecipato oltre un migliaio di persone, è stato organizzato su terreni privati o in strutture private. In questo modo non servono particolari richieste o autorizzazioni e nemmeno i tre giorni di preavviso necessari, in caso di grandi eventi all’aperto, per la comunicazione alla Prefettura. In sostanza non sarebbe una manifestazione ma un evento privato – anche se non un evento qualsiasi, vista la connotazione politica – organizzato in una zona privata. Il che non esclude il rischio di possibili contatti con gruppi di credo politico opposto, per questo si stanno facendo anche valutazioni sulla gestione della sicurezza.
A vedere la locandina dell’evento, sembrerebbe più una fiera con salsiccia e birra e canzoni medievali.
(Fonte: ANSA)

